Da settimane ormai tutto si è fermato: scuole, sport e attività di vario tipo sono state temporaneamente bloccate. Un po’ come questo tempo sospeso che tutti noi ci siamo ritrovati a vivere, al fine di tutelare la nostra salute e il benessere della collettività. Una situazione che mette ora a dura prova i ragazzi, ma anche genitori e adulti.
La tecnologia sta rappresentando, in questo particolare momento, una risorsa importante, quasi fondamentale: permette a ragazzi e genitori di restare in contatto con gli altri, anche nella distanza, di non perdere la quotidianità e la continuità delle nostre relazioni, di portare avanti gli impegni legati allo studio o al lavoro.
Gli adolescenti sono certamente coloro che utilizzano maggiormente i diversi dispositivi tecnologici, ma non sono soltanto loro ad essere stati assorbiti in queste settimane da smartphone, pc e app che consentono di fare videochiamate: siamo diventati quasi degli esperti conoscitori di programmi e applicazioni, di cui prima forse ignoravamo l’esistenza, tra webinar, meeting e aperitivi online con amici.
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Stressati da notifiche e videochiamate?
In alcuni momenti, tuttavia, possiamo anche sentirci bombardati o stressati dalle continue richieste imposte dalla vita online e sono tanti anche gli adolescenti che si sentono un po’ incastrati ormai in una nuova routine fatta di continui appuntamenti via video.
Si può avere la sensazione di dover sempre essere pronti, in qualunque momento della giornata. Ci si sente meno liberi, perché sembra essere davvero molto difficile, se non impossibile, rifiutare un appuntamento online in un periodo in cui ci si ritrova costretti in casa e si ha spesso più tempo libero a disposizione.
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La “simbiosi” che si è instaurata in queste settimane con gli strumenti tecnologici, a causa dell’impossibilità di portare avanti in altri modi qualunque tipo di attività o relazione, sta in realtà iniziando a pesare anche sugli adolescenti.
Sebbene lo smartphone sia una vera e propria protesi della loro identità, stanno sperimentando e riscoprendo tutta l’importanza delle relazioni dal vivo e, in alcuni casi, il desiderio di un tempo libero anche da chat e videochiamate.
Come comportarsi in questa situazione?
Per evitare di sentirsi obbligati o schiacciati da questa socialità virtuale è importante ascoltarsi di più e imparare a dire di no quando non ce la sentiamo o semplicemente preferiamo fare altro.
Essere chiusi dentro casa non significa essere perennemente reperibili.
Sicuramente ci sono delle videochiamate che siamo costretti a fare perché riguardano la scuola o il lavoro ma quando si tratta di altro dobbiamo sentirci liberi di scegliere. Molto spesso, invece, subentra la paura che l’altra persona ci possa rimanere male o che si possa arrabbiare con noi. Si teme che l’altro si possa offendere, che “se la possa prendere”. Ma dobbiamo cercare di tutelarci nel nostro piccolo e visto che la quarantena già di per sé cela diversi aspetti faticosi, non facciamoci appesantire ulteriormente.


