In queste settimane di quarantena in cui necessariamente bisogna restare in casa, complice il tanto tempo libero a disposizione, aumenta il rischio che i figli trascorrano gran parte delle loro giornate attaccati a smartphone, tablet, giochi elettronici o tv, facendo delle vere e proprie abbuffate tecnologiche.
Non dovendo andare a scuola, con una didattica a distanza a singhiozzi, non ci sono orari precisi da rispettare e si hanno molte più ore a disposizione; può aumentare il desiderio, per bambini e ragazzi, di utilizzare in ogni momento libero i dispositivi elettronici, arrivando talvolta a trascorrere intere giornate giocando, chattando, guardando serie tv e video online.
I bambini rischiano così di trascorrere diverse ore al giorno, spesso anche la sera prima di dormire, davanti a questi dispositivi per guardare senza sosta cartoni animati e video oppure giocare con i videogames.
I preadolescenti sono invece molto più attratti dai video su Youtube e dagli youtubers, considerati dei veri e propri idoli, dalle instant stories, ossia scatti e video, visualizzabili per 24 ore, attraverso cui si raccontano in pillole e si condividono i momenti più importanti della propria giornata e, non ultimi, dai videogiochi. E’ proprio utilizzando i videogiochi, infatti, che i ragazzi trascorrono la maggior parte del loro tempo libero.
Nella fascia tra gli 11 e i 13 anni, il 50% gioca in media 1,5 ore al giorno, un 15% dalle 3 alle 6 ore e un 4% dalle 7 ore in su (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza). Il 44% dei preadolescenti gioca, inoltre, connesso alla rete ed è questo un dato molto preoccupante, perché in questo modo i ragazzi si espongono a tutta una serie di pericoli legati al web.
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Con i ragazzi più grandi invece prendono il sopravvento le serie in streaming, guardate e seguite spesso senza sosta, puntata dopo puntata.
Si parla di Binge Watching, ossia abbuffata di “visione”, un’abitudine che porta a guardare programmi e serie tv per un periodo di tempo prolungato, consecutivamente e senza pause, anche durante la notte e fino alle prime ore del mattino, incidendo negativamente sul sonno, sullo stile di vita e sul benessere, favorendo ad esempio la sedentarietà e l’abuso di questi dispositivi. Inoltre, anche WhatsApp viene utilizzato tantissimo per scambiarsi puntate, battute e commenti sulla serie tv che si sta guardando, diventando uno spazio di condivisione con gli amici in cui non si parla d’altro e si è totalmente immersi.
E’ normale, soprattutto in questa situazione di isolamento, che i figli tendano a dedicare un tempo maggiore anche alle attività tecnologiche, visto che fanno parte del loro mondo.
Attenzione però a non oltrepassare i limiti e aiutarli a trovare un equilibrio tra le attività online e quelle offline, considerando che adesso anche la didattica avviene attraverso la tecnologia.
Può essere comprensibile che i figli in questa situazione siano ancora più calamitati dagli schermi e che non sia facile per i genitori gestire il tempo che bambini e ragazzi trascorrono nell’utilizzo degli strumenti elettronici.
E’ necessario però innanzitutto che siano i genitori per primi a mettere da parte la tecnologia e a dare il buon esempio, cercando di proporre anche delle attività alternative da svolgere insieme, dimenticandosi per un po’ di smartphone, tablet e pc!
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