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Nella ripresa di tutte le attività, in seguito al lockdown, anche la scuola si è dovuta riadattare con non poche difficoltà e continua ad esserci sicuramente il bisogno di tutelare il più possibile la continuità didattica per i ragazzi.

Molte volte ci si sofferma sugli aspetti più organizzativi e sanitari, perdendo di vista quelli che sono gli aspetti emotivi: certamente è importante tutelare la salute fisica, per cui è necessario adottare tutte le misure di sicurezza e di prevenzione, ma non dimentichiamoci dell’importanza di tutelare anche i bisogni emotivi e psicologici dei più piccoli.

Se diventa instabile anche la scuola è tutto troppo incerto, si creerebbe un vuoto formativo ed educativo in cui rischiamo di perdere troppi adolescenti. La dispersione scolastica è un problema da non sottovalutare perché crea un danno a più livelli.

Tanti adolescenti e giovani adulti, già durante il lockdown, si sono visti catapultare tutte le loro attività, dalla didattica, alle relazioni sociali all’interno di uno schermo. Hanno dovuto affrontare questa continuità digitale senza aver avuto il tempo di metabolizzare il cambiamento forzato e senza poter accedere a uno spazio che li potesse riportare in una dimensione fisica e relazionale diretta.

In questo momento, molti di loro sono preoccupati all’idea che si possa ritornare ad una didattica esclusivamente digitale perché significherebbe fare i conti con tutta una serie di limiti e difficoltà che i ragazzi hanno già affrontato nei lunghi mesi di quarantena.

I ragazzi sono felici di andare a scuola? Come sta cambiando il rapporto tra insegnanti e studenti? Quale sarebbe il peso psicologico ed emotivo sui ragazzi di un eventuale secondo lockdown o di un ritorno alla didattica a distanza?


Di tutto questo abbiamo parlato il 14 ottobre 2020, in diretta su Rai News 24, insieme alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.