Sempre più casi di violenza apparentemente gratuita e la domanda è sempre la stessa: perché? La domanda “perché”, però, non ci risolve il problema, non ci permette di comprenderlo. Quello che può aiutarci a risolverlo è il come.
Noi dobbiamo inserire tutti questi gesti all’interno di un sistema in cui nascono, crescono e si sviluppano. È indubbio che oggi ci sia un deficit legato alla gestione delle emozioni. Oggi le connessioni non sono relazioni e, soprattutto, non sono interazioni. Nel momento in cui io comprendo il significato profondo di un’interazione, comprendo che il mio cambiamento e la mia azione comportano una reazione nell’altro e viceversa. Se non si strutturano queste parti, ecco che vedremo sempre più problemi legati agli aspetti relazionali.
Un no, un problema: come vengono letti dal cervello di questi ragazzi? Come un affronto, come un impedimento, come qualcosa da eliminare, non come qualcosa su cui riflettere e ragionare. Non c’è il come trovare un’altra soluzione, c’è l’agire.
Perché non vivono più nelle relazioni, ma in una costante performance per un pubblico. E quello che fa riflettere è che quel pubblico rinforza, quel pubblico non comprende: non c’è nessun freno, nessun allarme.
Il problema, quindi, è legato al sistema, un sistema a cui mancano competenze primarie. Perché il sistema nervoso e il cervello, se non sperimentano direttamente e praticamente l’impatto fisico della relazione, non possono strutturare quell’empatia.
L’empatia non si impara con le parole, non si impara dicendo “devi essere così”. Il rispetto, la distanza, i confini, la gestione delle emozioni legate alle relazioni si imparano con il contatto e vivendole. Noi abbiamo tolto la palestra delle relazioni dirette, e un muscolo che non lavora, si atrofizza.
Ma con che cosa l’abbiamo sostituita? E soprattutto, come viene visto l’altro dalla testa di questi ragazzi?
Hanno perso il tempo della crescita, sostituito dal palco della ricerca del riconoscimento, della gratificazione e della prestazione. Per sentire di esistere, tante volte, c’è bisogno di commettere determinate azioni.
Tutto questo dovrebbe ripartire da tutti noi, insieme. Perché anche gli adulti e i sistemi educativi non sono più connessi tra loro, non c’è più quell’interazione e prevale una ricerca di colpe.
Bisogna fermarsi e dare loro questi strumenti. Le parole non bastano più. Bisogna cambiare.
La dott.ssa Maura Manca, fondatrice di adolescienza.it e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, ha approfondito questo argomento a Pomeriggio 24, il 1° giugno 2026.
Link alla puntata, a partire dal minuto 00:50:10
Capire come funziona la loro testa è solo l’inizio.
Ogni settimana entriamo nella testa degli adolescenti e trovi le strategie per muoverti nel modo più efficace.
Ricorda: Quando sai come fare, tutto funziona.


