Ci sono tanti aspetti in questa vicenda che devono essere chiariti, le responsabilità individuali e il ruolo di tante altre persone. Perché è dovuto intervenire un carabiniere allertato dalle urla e nessuno li ha allertati prima? Perché in un mondo dove tutti filmano e fotografano tutto anche nei momenti meno opportuni, nessuno lo ha fatto? Che ruolo gioca la paura di parlare? Lo stesso forse che ha portato le persone a non denunciare. Non serve generalizzare sull’estetica o sui tatuaggi, quantomeno sulle arti marziali, non è il linciaggio social che aiuta la famiglia de povero Willy, è l’analisi dei loro comportamenti, la loro struttura di personalità, la violenza reiterata, i loro precedenti e il loro continuare a essere moralmente scorretti.
La forza non è saper picchiare, la forza è fare le cose giuste, è agire nel giusto.
Questo negazionismo strumentale è coerente con il loro modus operandi. Una freddezza nell’accusarsi a vicenda, un balletto privo di morale, come buona parte dei loro comportamenti.
Siamo un Paese in cui tutti sanno e nessuno può far niente se non a fatto compiuto. Questa sensazione di impunità purtroppo rinforza questo tipo di comportamenti.
Maura Manca ne ha parlato a SkyTg24 in un approfondimento sul caso della morte di Willy


