WhatsApp rappresenta uno strumento pratico e veloce, da utilizzare per ogni comunicazione: appuntamenti tra amici, messaggi di lavoro, chat di famiglia o di gruppo. In qualunque contesto sembra non se ne possa più fare a meno, tanto da rappresentare il mezzo di comunicazione preferito non solo dai ragazzi, ma anche dai genitori.
Vi sono dei vantaggi, in termini di facilità e immediatezza della condivisione di informazioni, ma possono nascondersi anche delle insidie, tanto da portare insegnanti e presidi italiani a chiedere maggiore consapevolezza da parte degli adulti e moderazione nel loro utilizzo.
Attenzione ai gruppi WhatsApp dei genitori!
Sembra essere ormai abitudine consolidata la creazione di chat di gruppo su WhatsApp in cui i genitori scambiano informazioni sulla scuola, i compiti, le gite scolastiche, ciò che accade in classe. Talvolta, l’obiettivo è ottenere dagli altri genitori notizie e informazioni che bambini e ragazzi non condividono al ritorno da scuola. In alcune situazioni, però, sembra esserci il rischio di spingersi oltre e si utilizza la chat di gruppo come un vero e proprio luogo di confronto.
Secondo i presidi italiani, in tali gruppi si spazia dai compiti e dalle verifiche, ai giudizi sui docenti o sulle dinamiche di classe e sul comportamento dei propri figli. Il pericolo è quello di non realizzare un vero confronto e di sostituire ogni comunicazione, anche quelle che meriterebbero uno spazio reale di condivisione, in comunicazioni tecno-mediate e frammentate.
Se da un lato hanno facilitato le comunicazioni tra genitori, dall’altra si palesa il rischio di perdere l’obiettività dei fatti e di rinforzarsi a vicenda con un atteggiamento tipico di chi ha il piede di guerra. E’ vero che nella scuola ci sono anche tante situazioni che non vanno e tanti professori che non educano come dovrebbero e a volte prevaricano e che quindi, i figli, in un certo senso vadano monitorati. Nel contempo però, i professori, tante volte non sono più liberi di prendere decisioni e di intervenire senza il giudizio supremo dei genitori. Credo che ognuno debba riprendere il proprio ruolo per il bene dei ragazzi.


