Molti ragazzi sono convinti che, con le riaperture, ci sarà il “via libera” e potranno riuscire come prima. Purtroppo per loro non sarà così, non ci sarà la possibilità di stare in gruppo, uno sull’altro per strada, nei locali a fare tardi la sera, in giro qua e là. In tanti casi non sarà facile farglielo capire e soprattutto gestirli.
Bassa tolleranza ed “effetto paura”
E’ indubbio che hanno voglia di rivedere gli amici, i fidanzati, di vivere anche il loro non far niente quotidiano, anche di non uscire, ma avere la consapevolezza di poterlo fare, senza l’obbligo di stare a casa.
In tanti casi non ne possono più di convivere con i genitori, ci sono adolescenti allo stremo delle forze. Il livello di tolleranza di molti di loro è bassissimo, come l’umore.
Non si può pensare di non creargli degli spazi alternativi di socializzazione. Non si possono togliere tutte le attività ludico ricreative, non reggerebbero. Le loro preoccupazioni più attuali sono legate al non poter uscire, al cosa fare d’estate, non ipotizzano un taglio delle loro attività sociali.
Devono affrontare un riadattamento drastico che non tutti sono in grado di affrontare con questa velocità. Dall’altro lato il distanziamento sociale rischia di intaccare gli aspetti emotivi e affettivi caratteristici dell’essere umano. Non dobbiamo neanche sottovalutare l’effetto della paura ed è fondamentale trovare una soluzione che eviti di stravolgere le loro vite.
A cosa è importante fare attenzione? Come stanno affrontando questo momento gli adolescenti? Di cosa hanno bisogno?
Ne ha parlato Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza sul settimanale Ora in edicola dal 6 maggio 2020.



