Skip to main content

Arriva il momento in cui si spegne la luce e diventa tutto più faticoso. Ti muovi più lentamente, ci pensi due volte prima di fare un passo. Aumentano i dubbi, le incertezze e le domande. La paura ti prende a braccetto e ti accompagna. I se e i ma scandiscono il ritmo delle tue giornate. Ti imbevi di tante belle frasi motivazionali che ti dicono di pensare positivo e che fondamentalmente dipende tutto da te. In un primo momento parti spedito e provi ad applicare tutti questi bei consigli e poi prendi una porta in faccia perché non è così facile uscire dalla sofferenza o dall’incertezza. Quando il vuoto ti abbraccia e le difficoltà ti tengono ancorata al basso, non è poi così facile volare e tagliare i rami secchi.

Come fai a fare tutto questo se non hai neanche la forza di reggerti in piedi? E allora ti senti ancora più sbagliato. Cerchi il tasto dell’autostima e non lo trovi, eppure quando leggi quelle frasi sembra tutto così semplice ma quando ti trovi a dover cambiare la tua vita non è più così semplice. Non molli, man mano che ci provi alterni momenti in cui ti convinci di farcela e altri in cui ti ripeti “non ce la faccio” ma capisci una cosa: se la smetti di trovare soluzioni all’esterno, se la smetti di cercare la risposta miracolosa, se ti fermi a far pace con te stesso e accetti ciò che sei e che stai vivendo, capisci che qualcosa può veramente cambiare. Ed è proprio il momento in cui smetti di cercare che inizi nuovamente a vedere, che ti accorgi che il buio non è poi così buio e che eri tu che lo vedevi così buio. È in quel maledetto momento che ti accorgi che si può vedere anche nel buio, che non per forza deve essere sempre tutto bello e lucente per sopravvivere.

È nei momenti più bui che facciamo maggiore chiarezza perché ci fermiamo a pensare, ad ascoltarci e a smetterla di raccontarci tante belle storie. Si chiama adattamento, si chiama accettazione ed è la vera chiave per aprire le porte della vita. Per vivere bene non si deve aver paura di guardarsi allo specchio e di guardare in faccia la realtà.

La consapevolezza è uno scudo ma è anche un’arma.

Un’arma che può essere anche a doppio taglio se ci ostiniamo a non accettarci e a piangerci addosso cercando sempre colpe e colpevoli.

Maura Manca