La scuola è anche questo. La scuola non è solo educazione e formazione, può essere anche ascolto, sostegno e aiuto. Ci sono tanti bambini e adolescenti che all’interno delle mura scolastiche respirano, prendono fiato dai drammi familiari, che trovano un luogo dove si possono esprimere.
Il contatto insegnante-alunno serve anche per accorgersi dello stato emotivo dei bambini che si vedono tutti i giorni. Un vero insegnante sa che i bambini portano a scuola il proprio vissuto e anche i loro disagi. Stare in contatto diretto con i bimbi significa anche osservarli, significa gioco di sguardi e vedere gli eventuali cambiamenti dei propri alunni e possibilità di rilevare la presenza di un eventuale problema.
Ovviamente gli insegnanti non sono tutti uguali e il senso che ogni bambino dà alla scuola è diverso. Ma in tanti casi i bambini (e gli adolescenti) si confidano con i loro docenti chiedendo in maniera più o meno indiretta aiuto. In questo specifico caso, che purtroppo rappresenta la triste realtà anche di altri bambini, una bimba è riuscita ad aprirsi con la sua maestra e a raccontare degli abusi subiti in casa dal padre con il consenso della madre. In un articolo di Fanpage si apprende che: “Una maestra aveva visto che la bimba da qualche giorno era particolarmente turbata. Con un approccio adeguato all’età era riuscita a farle svelare cosa c’era che non andava: con la spontaneità di una bambina di sette anni, aveva riferito cosa le aveva fatto il padre in quei giorni.”
La madre della piccola sembra fosse a conoscenza degli abusi e non facesse niente per impedire quello scempio, per bloccare quell’uomo mascherato fintamente da padre di violare l’infanzia di sua figlia.
Se devo entrare in merito anche alla vicenda dell’abuso subìto dalla povera piccola, chi fa danni gravissimi da un punto di vista psicologico è anche il genitore che guarda e non interviene. È come se autorizzasse l’abuso. Tradisce la sua fiducia, va contro la natura di una madre che deve proteggere, tutelare e amare un figlio.
Chi non interviene, chi lascia in pasto ai carnefici è egli stesso un carnefice.
Vale per tutte le forme di violenza, anche chi osserva episodi di bullismo e non interviene è un carnefice.


