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L’incertezza è una delle fonti maggiori di stress, non solo per noi adulti, anche per i bambini e per i ragazzi. Non sapere alimenta il dubbio e, il dubbio, non è mai associato a qualcosa di positivo nel nostro cervello. Il controllo, o meglio, la sensazione di controllo, invece, ci tranquillizza, ci dà quella illusione di poter avere in mano la situazione.

L’incertezza può portare ad aggrapparsi alla speranza che accada qualcosa dall’esterno in grado di mutare la situazione che si sta vivendo o può portare a diventare parte passiva, fino a subire anche il quotidiano, alimentando una condizione di impotenza appresa, altamente tossica per il nostro cervello.

La mente, per non subire, deve re-agire, creare una reazione inversa e riconnettersi con il presente per concentrarsi su ciò che accade e non sul significato che attribuiamo all’evento. Dobbiamo cambiare le nostre strategie, non pensare di applicare gli schemi che abbiamo già usato in passato perché per gestire nuovi problemi, servono nuove strategie. I problemi cambiano in funzione delle situazioni e dell’ambiente in cui si vive.

La forza di riprendere a desiderare può cambiare le cose.

Ascolta questo audio dove spiego la potenza del desiderare come motore per il cambiamento.

Dobbiamo abituarci ai cambiamenti, rendere le nostre menti più elastiche possibili, non dobbiamo subire passivamente ciò che accade perché rischiamo di spegnerci e se ci spegniamo, o ci annebbiamo, saremo plasmabili e condizionabili. 

Dobbiamo usare le energie in maniera produttiva, non per la lamentela compulsiva, ma per trovare un nuovo equilibrio in grado di favorire un adattamento ai cambiamenti perché, soprattutto oggi, cambia tutto troppo rapidamente. Stacchiamo le ancore del passato, gli schemi vecchi e prepariamoci a vivere questo presente con resilienza, con quella capacità di reagire in maniera efficace agli eventi e di vederli come sfida, non come condanna.

Non annulliamo il presente nella speranza di un futuro che deve ancora arrivare.

Adattarsi significa cambiare anche i propri processi metabolici, fisici, comportamentali, schemi cognitivi e reazioni emotive alle nuove richieste  dell’ambiente. 

Maura Manca