Tre morti e 4 feriti in una riunione di condominio, fermato l’omicida. Nel suo profilo frasi come: “vi ammazzo tutti” o “Mi stanno tenendo senza pubblica illuminazione, si sa al buio si vede meno e si può sparare in tranquillità”.
Ci troviamo sempre più spesso ad analizzare tragedie, gesti estremi e reati contro la persona in situazioni quotidiane, familiari e lavorative.
Ci troviamo davanti persone pronte a scattare come molle, mine vagati pronte ad esplodere. In un numero crescente di casi la pressione psicologica è agita, non gestita. La polarizzazione del pensiero porta a vedere troppo spesso come tutto bianco o tutto nero, amici o nemici, o con me o contro di me. Un episodio dietro l’altro di comportamenti definiti come “folli”, premeditati in tanti casi, con delle traiettorie evolutive piuttosto chiare figlie di segnali sottovalutati, indicatori di rischio non ascoltati e patologie mentali.
È vero anche che nel nostro Paese, se il soggetto non è autore di reato e non intende collaborare, possiamo fare ben poco e che i tempi sono spesso un pò troppo lunghi.
In questo caso, dalla lettura dei primi articoli, sembrerebbe che il porto d’armi gli fosse stato negato, che ci sia la presenza di minacce pregresse e aggressioni verbali con parole molto pesanti, che il comportamento stesso non fosse l’espressione di una stabilità interna. Parlava già di sparare nel 2021 e quando capiremo che le parole non sono solo parole, ma dicono tanto di noi e dei nostri processi mentali sarà sempre troppo tardi.
Attendiamo ulteriori dettagli per fare un’analisi approfondita e definire il profilo. Queste sono solo riflessioni molto generali su un numero sempre crescente di reati contro la persona.


