Giunti quasi al termine dell’anno scolastico, aumentano stress e tensioni sperimentate dai ragazzi nel tentativo di gestire al meglio lo sprint finale. Tra voti da recuperare, paura di prendere debiti e rischio di bocciature, le ultime verifiche e interrogazioni diventano la preoccupazione principale per ragazzi e genitori.
Ogni anno ragazzi e genitori si trovano ad affrontare l’immancabile sprint finale. L’ultimo mese di scuola è quello che pesa di più in assoluto perché è sulle spalle di tutti, perché si sente la fatica di tutto l’anno scolastico, perché aumenta la tensione e la paura di non farcela. In questo periodo fioccano rimproveri e sensi di colpa per non aver studiato regolarmente durante tutto l’anno accompagnati dal “potevi pensarci prima”.
Rinfacciare non serve a niente, non risolve il problema, ci si deve rimboccare le maniche, accettare la situazione e correre ai ripari, pronti per i buoni propositi di inizio scuola che tendenzialmente non vengono mai mantenuti.
Il ruolo di madri e padri in questo periodo è fondamentale, non serve accrescere la loro tensione e ansia, serve indirizzare, contenere e sostenere.
Ecco allora qualche piccolo consiglio per “sopravvivere” all’ultimo mese di scuola
1. EVITARE LITIGI E ATTACCHI DIRETTI! È facile cedere alla tentazione di rimproverarli e ricordare loro che, se si fossero impegnati di più nei mesi precedenti ora sarebbero indubbiamente più tranquilli, ma non si può piangere sul latte versato, diventa fondamentale per prima cosa far capire che gli potete dare una mano pratica e che potete studiare insieme un piano di attacco. In questa fase è controproducente dare spazio a discussioni e litigi sul fatto che per i ragazzi la scuola non sia la priorità e che non siano responsabili, sono adolescenti e lo stanno imparando. Lo sanno di essere in torto anche se non lo fanno vedere e se non danno la soddisfazione al genitore, per questo bisogna spronarli a dare il massimo e motivarli magari anche raccontandogli alcune difficoltà del genitore vissute a scuola alla loro età, in modo da fargli capire che si può affrontare tutto e anche imparare dagli errori. Soprattutto bisogna evitare di lasciargli quella sensazione di sconfitta e di “non ce la farò”. È importante che nella vita imparino anche a scontrarsi con le difficoltà, tendono troppo a sfuggire e a non voler vedere il problema.
2. LA PAROLA CHIAVE È ORGANIZZAZIONE. Spesso il problema non è legato solo …………………………………………………………………………………………………………….
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