Non saper dire di no, insicurezza, ricerca di conferme, non saper prendere decisioni da soli, bisogno dell’approvazione degli altri, non sono indicatori di autonomia. All’interno di una relazione possono essere dei segnali di un attaccamento morboso, non di amore, o troppo amore come spesso erroneamente sento chiamare le problematiche legate alla dipendenza affettiva o alla violenza all’interno di una coppia. Non è amore perché c’è un condizionamento, perché non c’è libertà. Non si sa gestire a livello emotivo lo star solo e si può anche aver paura di essere se stessi, di dire quello che si pensa, di esprimere un dissenso, perché si teme di non essere accettati e quindi lasciati per cui si arriva anche a cercare di corrispondere alle aspettative dell’altro.
A volte questo tipo di attaccamento morboso, può essere eccessivo, può diventare uno stato patologico, la relazione è vista come unica condizione di sopravvivenza, diventa quindi indispensabile la presenza dell’altro. Diventa una condizione di dipendenza, si chiama dipendenza affettiva e si può manifestare fin dalla adolescenza. Le persone che manifestano questa dipendenza affettiva possono arrivare ad annullarsi per l’altro, venir meno alle proprie necessità, dire sempre di sì per paura che un no possa generare un’offesa e quindi un conseguente distacco. Si vive male, in una condizione di allerta e instabilità emotiva; si vive accompagnati dalla paura di perdere la persona amata senza la quale di pensa di non riuscire a vivere.
È importante capire che si tratta di una compensazione, non di vero amore.
Anche il solo pensiero di essere lasciati può generare uno stato ansioso particolarmente intenso e davanti ad una qualsiasi contrarietà o problema, scatta il sistema di allarme perché c’è una sorta di fusione con l’altro. Si arriva anche a smettere di imporsi e di affrontare l’altro pur di non contrariarlo e di evitare un eventuale litigio che può portare a un allontanamento.
Si fa di tutto pur di evitare di affrontare la paura più grande: la rottura della relazione!
Amare non significa aver bisogno di una persona, significa essere liberi di scegliere e voler stare con una persona. Un legame di dipendenza è condizionante e basato sulla paura di perdere l’altro. L’amore è incentrato sulla sicurezza di un legame co-costruito nel corso del tempo che unisce due persone e non condiziona, non controlla, non gestisce la vita dell’altro e alla base c’è riconoscimento, stima, fiducia e condivisione. Non dobbiamo scambiare mai la paura di restare soli con l’amore.
Le paure si possono gestire, una vita all’insegna della paura è il peggior torto che possiamo fare a noi stessi.
Prima dobbiamo imparare ad amarci per poi amare e far capire alla persona che scegliamo come amarci. Siamo noi che sappiamo ciò che ci fa bene e ciò che ci fa male. Se tolleriamo ciò che non dovremmo tollerare stiamo sacrificando noi stessi e autorizzando l’altro a comportarsi come si comporta. La colpa non è più sua, è nostra perché non possiamo passare una vita a dare la colpa agli altri o tentare di cambiare le persone di cui ci siamo circondati quando possiamo e dobbiamo cambiare noi, senza sprecare inutili energie nel tentativo di far capire agli altri ciò che non possono, e in tanti casi, non vogliono capire.


