La scuola riveste un ruolo primario nel rapporto genitore-figlio, correndo anche il rischio di perdere di vista gli aspetti legati alla parte emotiva e di sottrarre tempo al legame con loro. Come comportarsi per non fargli subire la pressione legata al rendimento scolastico?
I compiti, insieme al disordine, sono una delle principali cause di tensione e di conflitto tra genitori e figli, soprattutto in adolescenza. Per i genitori non è quasi mai sufficiente il tempo che i figli dedicano allo studio e non sono quasi mai soddisfatti del loro atteggiamento nei confronti della scuola, nonché delle modalità con cui studiano, tra smartphone, cuffiette e letto o divano.
Dall’altra parte però gli adolescenti si lamentano della pressione dei genitori sulla scuola, della loro attenzione totalitaria sui voti e interrogazioni e di non essere presi in considerazione per le loro esigenze e stati emotivi. “Basta che vado bene a scuola e per loro sto bene, sono contenti, ma non si accorgono che sto male”, sono le parole di un 15enne.
Oltre alla scuola, quindi, c’è di più, potrà sembrare una frase banale, ma quando il problema principale di quasi tutti i genitori è il rendimento scolastico, forse è doveroso fermarsi e cercare di indossare i panni dei figli per capire come si possono sentire.
A volte prima di un “come è andata scuola?”, “ti hanno interrogato?”, oppure il niente, visto che ci sono i registri elettronici che informano i genitori in tempo reale, basterebbe un “come stai?” o “come ti senti?”, anche se poi non rispondono come ci si aspetta, visto che tendenzialmente sembrano stizziti e borbottano una mezza risposta con un cellulare in mano.
Gli arriva comunque il messaggio che vi preoccupate per loro e si sentono riconosciuti come figli, è di questo che hanno realmente bisogno, di continuità affettiva, in mondo dove le loro relazioni sono dentro un telefono ed è tutto a tempo determinato.
Chi sono realmente questi ragazzi?
I ragazzi di oggi fanno veramente fatica a parlare e a tirare fuori quello che hanno dentro, se non sono abituati fin da quando sono piccoli, soprattutto con un adulto. Tanti di loro subiscono e non riescono a gestire la pressione e attenzione continua al rendimento scolastico. Per questa ragione capita spesso che……………………………………………………………………………………………………..
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