No, non torna l’incubo. L’incubo non è mai andato via. Forse ci siamo semplicemente illusi che fosse andato via, ma il problema è sempre stato lì, un po’ silente ma era sempre lì. Di fondo è stato fatto un enorme errore di valutazione. Comunque, quando ti svegli da un incubo, seppur brutto, hai chiaro che ciò che hai vissuto non corrisponde alla realtà, mentre noi siamo immersi in una terrificante realtà che sta minando le persone non solo da un punto di vista fisico ma soprattutto ora da quello psicologico.
Il terrore che si rifermi un paese aumenta la pressione interna giorno dopo giorno, non permette di pensare, di progettare, c’è chi sta gettando le armi perché non ha più le forze di combattere e chi non sa più cosa pensare. Non si sa in che direzione andremo, non si sa se come riusciremo in qualche modo a rialzarci. Sembra che chi ci governa vada avanti a prove ed errori e che tutti questi mesi non abbiano insegnato proprio niente perché ci troviamo ad affrontare problemi già vissuti.
Le persone sono più nervose, stanno incrementando esponenzialmente le litigate, alcune persone sono in preda alla disperazione, altre sono già in un bagno di tristezza. C’è chi non dorme più, chi vive contando i giorni nella speranza che passi presto, chi prega in tutte le lingue del mondo.
Questa è la vera pandemia.
Una condizione di allarme costante e continuativa che con il passare dei giorni genera un incremento del cortisolo, l’ormone dello stress, favorisce l’insorgenza di disturbi psicosomatici, dell’umore, di ansia, anche nei più piccoli.
La maggior parte delle persone non ha gli strumenti per gestire al meglio l’impatto psicologico. L’errore madornale è stato quel maledetto illusorio hashtag #andratuttobene perché ci ha fatto credere che bastava fare uno sforzo e che poi sarebbe tutto finito. Questa condizione non ha permesso di elaborare ciò che abbiamo subìto e ci ha portato ad affrontare un’altra ondata senza essere psicologicamente pronti. Invece di elaborare abbiamo rimandato e ora ci troviamo a capire che è cambiata la nostra normalità, che non tornerà come prima e che dobbiamo creare un nuovo adattamento. Se non curiamo anche le parole che usiamo, se non la smettiamo di terrorizzare le persone sarà sempre più anche emergenza psico-sanitaria. I sintomi non emergono nell’immediato, non si rilevano con un tampone e si trascinano nel corso del tempo. Avrà un costo individuale, familiare e sociale non indifferente. Per non parlare dei nostri anziani e dei nostri bambini e giovani, le due facce della stessa medaglia strapenalizzate e costrette a stravolgere completamente le loro vite. Così non andrà tutto bene e oggi si tenta di riparare ciò che era riparabile.
di Maura Manca


