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L’errore di fondo è credere che le emozioni si possano insegnare con le parole e che l’empatia si sviluppi dicendo a un bambino o a un adolescente come si deve comportare. Il nostro cervello non funziona così, le emozioni non si insegnano, si vivono.


Essere empatici significa appunto essere, ossia lavorare sull’identità; come possiamo pensare che l’identità si strutturi solo con tante belle parole o senza un ambiente che permetta di sperimentarsi e di apprendere anche in modo indiretto, attraverso i comportamenti di chi sta intorno?


 Il figlio non è un computer che va programmato, il figlio va educato nel senso di favorire un corretto sviluppo, anche cerebrale, che gli permetta di esprimersi.

Clicca sul link per continuare a leggere tutto l’articolo sul Magazine Family Health pubblicato il 29 dicembre 2021:

http://magazine.familyhealth.it/2021/12/29/lempatia-non-si-sviluppa-dicendo-un-bambino-un-adolescente-si-deve-comportare/