Skip to main content

“Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi”, sosteneva Rita Levi Montalcini.

I ragazzi che pensano sono più impegnativi rispetto a chi accetta tutto in maniera passiva. I ragazzi che pensano danno fastidio a chi non vuole essere messo in discussione, a chi non vuole impegnarsi a dare spiegazioni e rivedere eventualmente anche la sua posizione. Rispettare le regole non significa sottomettersi passivamente senza analizzare quella specifica situazione in maniera critica ed esprimere eventualmente il proprio dissenso in maniera pacifica ossia costruttiva.

Avere davanti ragazzi che pensano è impegnativo perché bisogna essere degli esempi e soprattutto richiede coerenza affinché i ragazzi non abbiano un pretesto su cui fare leva.

Le regole vanno rispettate e poi spiegate. Rispettare le regole non significa doversi sottomettere anzi, per poter parlare e contestare bisogna essere per primi coerenti e rigorosi. È un concetto importante da trasmettere agli adolescenti perché a volte si subiscono ingiustizie oppure vengono violati i diritti di una persona e quando i ragazzi sono in grado di riconoscere questa violazione e protestano in modo pacifico, le loro azioni dovrebbero essere lette come un successo educativo perché rappresentano il frutto di un pensiero autonomo.


Non significa non riconoscere le regole, violarle e deviare, ma mettere in discussione, provare a cambiare le cose e cercare una soluzione. La devianza è una cosa, lottare per i propri diritti è ben altra. Significa avere le idee chiare, dei valori e dei modelli di riferimento.


Perché devono aver paura di dire quello che pensano se lo fanno nel rispetto dell’altro? Perché dobbiamo impedirgli di farlo?…………………………………………………..

Clicca sul link per continuare a leggere tutto l’articolo sul Magazine Family Health pubblicato il 7 gennaio 2021:

http://magazine.familyhealth.it/2021/01/07/ragazzi-pensano-danno-fastidio/