I figli hanno il diritto di avere una continuità affettiva con entrambi i genitori anche dopo la separazione. Troppo spesso, invece, capita che siano loro a pagare in prima persona e a subire le condizioni che hanno portato alla separazione, dimenticandosi che questo atteggiamento può creare dei danni da un punto di vista psicologico nel presente e anche nel futuro. Di per sé la separazione dei genitori è un processo duro da elaborare per un bambino, è contornato da paure e preoccupazioni e viene investito da un punto di vista simbolico da fantasie di perdita e di abbandono.
Per questa ragione, soprattutto quando sono molto piccoli e non hanno ancora sviluppato un’adeguata capacità di discernimento, devono rimanere al di fuori delle decisioni degli adulti, non devono essere posti in condizioni di dover scegliere e soprattutto, NON devono mai essere usati e strumentalizzati. Troppo spesso, invece, diventano un pacco postale, un “oggetto” con cui vendicarsi e la loro emotività e i loro bisogni vengono meno. Questo atteggiamento crea dei disagi nel figlio che possono anche evolvere da un punto di vista clinico a veri e propri disturbi. I bambini spesso somatizzano la separazione dei genitori, possono manifestare dei problemi legati alla sfera del sonno, a quella della salute, alimentare, fino ad interferire con la capacità attentiva e di concentrazione, gravando anche sul rendimento scolastico. Può essere intaccato il loro umore e possono cambiare il ruolo nella famiglia rischiando di fare il genitore al genitore o il confidente, amico e compagna/o. Niente di più sbagliato. I bambini e gli adolescenti devono rimanere tali e non essere privati della propria infanzia o adolescenza.
Sintomi psicosomatici nei figli di genitori separati
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Quando sono adolescenti, già dai 16 anni, anche 15 in tanti casi, sono in grado di poter dire in maniera autonoma se e quando vedere l’uno e l’altro genitore, ma negli anni precedenti devono essere liberi di crescere a contatto sia con il padre che con la madre, salvo ovviamente che non ci siano condizioni che non lo permettono.
Si separano due persone adulte, non si devono separare i genitori dai figli.
Si dovrebbe mantenere un allineamento educativo e una responsabilità genitoriale tale da non andare a gravare sull’educazione del figlio, senza andare ad interferire con il suo benessere che deve essere garantito in tutto e per tutto. L’allontanamento del minore da un genitore avviene solo in gravi condizioni dove viene messa a repentaglio l’integrità e il benessere del piccolo. Non è un genitore a stabilire di non far crescere il figlio con il padre o con la madre, è un giudice, supportato da esperti. I risvolti psicologici legati alle separazioni sono ancora troppo sottovalutati nel nostro Paese e invece dovrebbero essere al primo posto e monitorato ciclicamente anche dopo la separazione.
di Maura Manca
Cosa deve fare un genitore per affrontare la separazione nella tutela dei figli?
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