La notizia del giorno è che anche alcuni minorenni sono risultati positivi. Non si capisce il numero preciso, anche se i numeri veri li sta dando l’informazione di massa. Sembravano immuni, almeno loro, evidentemente non lo sono, come non lo sono dalle paure, dalle ipocondrie, dalle isterie di massa e dal confitto a fuoco di informazioni in cui sono incastrati anche loro come noi. Nei giorni scorsi mi sono dibattuta su come approcciare a loro, su come tutelarli dal contagio psichico del panico. Quando dico (e dicevo anche nei giorni scorsi) che ai bambini bisogna dire la verità intendevo proprio questo. Non gli si può dire che sembra che loro siano immuni perché non è vero. Su quali basi scientifiche dite ai bambini che loro non si ammalano? Non c’è nessuna evidenza scientifica, mentre è un dato di fatto che non vadano a scuola in numerose regioni d’Italia, che non facciano più sport e attività ricreative e vedano tutti allarmati e il panico generale. Non siamo credibili se minimizziamo, loro capiscono, non sono stupidi, sono piccoli, ma non stupidi. Bisogna essere onesti con i figli, cercare di fargli capire cosa sta accadendo, che c’è indubbiamente un’emergenza sanitaria ma è importante anche fargli capire che si guarisce, che i medici lavorano giorno e notte per curare tutti, che non è la peste, che si contagia ma si guarisce, che stare a casa significa prevenire l’espansione per riuscire a mettere un punto prima possibile, significa tutela, aiutare i medici a contenere il virus, a minimizzarlo e a tracciare il suo percorso.
I contagi avvengono per i comportamenti irresponsabili dei cittadini che presi da patologico individualismo (per non dire altro), non si rendono conto che fanno un danno a se stessi, alla collettività e al proprio Paese. Se tutti rispettassero le regole e usassero il buon senso, finirebbe tutto prima. Se ci muoviamo qua e là pensando di essere immuni, ci portiamo dietro il virus, lo diffondiamo e facciamo diventare questa condizione una rincorsa senza fine. Sono stati molto più responsabili e civili i due turisti cinesi che a Roma non hanno contagiato nessuno in città. Sono rimasti nella loro camera, hanno chiamato i soccorsi senza recarsi autonomamente all’ospedale e hanno adottato le più adeguate misure di sicurezza. Basterebbe poco, eppure ci piace fare la conta dei contagi, sparare titoli allarmanti usando parole e negazioni che fanno tremare chiunque pur di creare il panico. Attenzione però, perché da un lato si crea il panico, dall’altro il Paese in parallelo sta andando al collasso. Dati di realtà, servono dati di realtà e cervello. I danni si vedranno a lungo termine e come sempre ci leccheremo le ferite facendo la solita caccia alle streghe. Non cerchiamo il mostro dove non c’è, e ognuno, per favore, si faccia un esame di coscienza, aiuti se stesso e il proprio Paese a uscire da questa emergenza adottando comportamenti razionali e responsabili.
Maura Manca


