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La socialità degli adolescenti è fondamentale per la loro crescita soprattutto per acquisire le competenze relazionali, nonché per sperimentarsi, individuarsi dal nucleo familiare e raggiungere un’autonomia da un punto di vista psicologico. Tanti ragazzi si indentificano con il loro gruppo di amici e con i loro valori.

La numerosità può essere variabile, più sono piccoli, più sono vincolanti e potenzialmente condizionanti. Generalmente la composizione di questi gruppi è spesso spontanea, abbastanza omogenea per provenienza sociale, contesti culturali, per il look, per il linguaggio, per le modalità di interazione con l’ambiente e con le persone e per gli stili di comportamento.

Il problema nasce quando un gruppo mette in atto comportamenti di rottura delle regole, trasgressivi e a volte devianti. Tanti genitori vedono i propri figli cambiare – anche in pochissimo tempo – nel loro modo di parlare, di vestire, di comportarsi e di relazionarsi anche con i genitori stessi. 

In alcuni casi sembra si dimentichino dell’educazione impartita e iniziano a essere più scontrosi, maleducati, a rispondere male, fino a mettere in atto comportamenti poco graditi dagli adulti come il fumare.

L’effetto branco può essere molto condizionante durante l’adolescenza. È l’effetto identificazione e deresponsabilizzazione, quello del: “visto che lo fanno tutti lo posso fare anche io”, mi sento autorizzato, non sono solo, come se le loro azioni pesassero molto meno perché la “colpa” viene divisa tra i vari membri del gruppo.

Molti ragazzi arrivano a sviluppare anche un’identità gruppale e nei casi di comportamenti devianti, anche un modus operandi di gruppo. Spesso capita che gli adolescenti si riconoscano con gli altri membri del gruppo in maniera compensatoria oppure arrivino anche a cambiare pur di essere accettati o per piacere agli altri.

L’approvazione e l’appartenenza sono aspetti molto importanti in questa fase di crescita; per questa ragione si deve lavorare tanto sul pensiero autonomo, sulla capacità di avere delle proprie idee e sul non farsi condizionare dagli altri fin dalla prima infanzia. Serve per evitare che vengano trascinati dalle persone che ritengono amiche o di riferimento e che colmino le loro carenze emotive con i loro comportamenti.

Quando i ragazzi si rinforzano a vicenda si infondono coraggio, iniziano a escludere il mondo che li circonda, a fumare, a bere, a fare gli strafottenti, a rispondere male a tutti, genitori compresi, a far passare la scuola in secondo piano. La domanda che un genitore si deve fare è la seguente: perché stanno bene insieme e si riconoscono in ciò che fanno?

Tendenzialmente quando un ragazzo intraprende una strada che non dovrebbe prendere, ci sono delle carenze educative, poche opportunità o spazi forzati, imposti e non scelti. Spesso mancano le alternative, di frequente c’è un muro dentro le mura domestiche, anche invisibile e nel gruppo trovano appagato il bisogno di ascolto e di “famiglia”, anche se compensatoria e a volte, anche illusoria. Sono ragazzi che giocano a fare i grandi ma che si nascondono dietro i loro comportamenti per sentirsi forti. Si rinforzano a vicenda e prendono coraggio per fare cose che da soli non farebbero mai.

Quando intervenire?………………………………………………………………………….

Clicca sul link per continuare a leggere tutto l’articolo sul Magazine Family Health pubblicato il 24 agosto 2020:

http://magazine.familyhealth.it/2020/08/24/figli-cattive-compagnia-gestire-problema/