Quando viene violata l’infanzia, l’adolescenza, quando si invade la vita delle persone, ci si sente in pericolo in ogni dove. Questo è il problema, oggi anche i ragazzi iniziano ad aver paura, ce lo dichiarano al nostro Osservatorio Nazionale Adolescenza: infatti, sono 6 su 10 che hanno paura degli attacchi terroristici e 1 su 10 ha cambiato addirittura le sue abitudini, anche quotidiane. Ora anche i più piccoli iniziano a tener conto dei possibili attentati, anche quando decidono le mete dei loro viaggi o scelgono di andare o meno ad un concerto o ad una partita.
Gli adolescenti, i ragazzi hanno bisogno di toccare con mano per capire la gravità della situazione e la reale esistenza di ciò che accade, e questa volta, ha colpito e toccato direttamente anche loro. “Cosa avrei fatto?” Si domandano in tanti, “ti rendi conto, stai vivendo uno dei momenti più belli della tua vita e rischi di essere ucciso”. Sono alcune delle loro riflessioni.
Sono stati colpiti i ragazzi e le loro famiglie nelle loro speranze, nei loro sogni. Ariana Grande è uno dei loro miti, per tanti bambini e adolescenti andare ad uno dei suoi concerti, come a quelli dei loro idoli, è un sogno. Per i più piccoli questi cantanti, come tanti influencer, sono veri punti di riferimento che vedono intoccabili e potenti e, vederli violati, è ancora più traumatico.
Presenti ai concerti anche tanti genitori che accompagnano per amore i figli in tutti i vari tour, alla ricerca dei loro idoli, fanno file chilometriche, stanno ore in piedi, si sorbiscono musica ed effetti speciali così lontani dal loro mondo e dalla loro musica, tutto per vedere il sorriso di un figlio. E’ impensabile che si arrivasse a tanto, eppure e successo.
Parliamo di persone che vogliono puntare a distruggere anche psicologicamente le persone, a governarle da un punto di vista mentale, condizionando le loro scelte, le loro abitudini, costringendole a vivere nella paura e nel terrore. Attaccando il consumismo, non guardando in faccia a nessuno, neanche i bambini che credono ancora nel bene e nelle favole.
Ora che hanno invaso nel profondo le loro speranze e le loro sicurezze, ora che sono entrati e hanno violato l’innocenza, cosa cambierà ancora, come faranno padri e madri a lasciar andare i propri figli, come faranno i ragazzi a non aver paura, quanto cambieranno le abitudini, come del resto già accade da tempo per questa continua minaccia che ci fanno vivere e respirare.
4 genitori su 10 con figli dagli 11 ai 13 anni e quasi 3 su 10 con figli dai 14 ai 19, sono diventati più pressanti dopo l’escalation degli attaccati terroristici, fanno molte più raccomandazioni, hanno paura che possa succedere qualcosa, sono molto più apprensivi e questo i figli lo percepiscono chiaramente.
Ora che arriva l’estate, poi, il problema diventa ancora più evidente. Gli adolescenti vorrebbero andare in vacanza da soli, vorrebbero fare dei viaggi e i genitori sono terrorizzati, perché finché i figli stanno vicino a loro, vicino a casa, sono, almeno in via illusoria, controllabili e salvabili, mentre se sono lontani, no.
Tanti ragazzi litigano e discutono con i genitori perché sono un po’ più fatalisti degli adulti e non vogliono vivere con la paura, nonostante la provino.
Questo continuo bombardamento porterà a cambiare le abitudini: tanti di loro non andranno più ai concerti, tenderanno ad evitare luoghi di aggregazione di massa e a vivere più rinchiusi nel piccolo spazio di sicurezza. Purtroppo non si possono prevedere, purtroppo non si può sapere quando quelle menti malate attaccheranno e decideranno di sterminare altre vite. Non si può rinunciare a vivere e nello stesso tempo le paure dei genitori sono profondamente comprensibili. Si dovrà arrivare a fare dei compromessi con i figli che accontentino un po’ tutti e due.
Nello stesso momento si deve spiegare loro cosa sta succedendo nel mondo, per evitare che filtrino informazioni sbagliate dai social network e YouTube, visto che si dilettano a vedere i video di ogni tipo e genere.
Si deve far capire senza angosce ed allarmismi, che comunque ci sono luoghi più a rischio di altri e se le preoccupazioni aumentano, non è per soffocarli ma per proteggerli, almeno per quello che si può.
di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza


