Skip to main content

Troppo spesso sottovalutiamo l’importanza di amare noi stessi perché pensiamo si tratti di egoismo e anche perché non ci hanno insegnato ad amarci fin dalla prima infanzia. Amor proprio significa volersi bene, volere il proprio bene, saper di no quando necessario e anche rispetto verso se stessi, non narcisismo come va oggi di moda. 

In più, diamo tanto peso a giudizi e pregiudizi che influenzano negativamente la nostra autostima. La stima nei nostri confronti e l’amore per noi stessi sono elementi fondamentali per il nostro star bene e per la qualità delle nostre relazioni. Solo quando siamo in grado di amarci e di apprezzarci siamo anche capaci di farci amare. Attraverso il valore che diamo a noi stessi, l’importanza e le attenzioni che ci dedichiamo, facciamo capire agli altri come si devono relazionare con noi. 

Iniziamo dalle parole che indirizziamo a noi stessi: che tipo di parole sono? Sono di stima o negative, giudicanti? 

________________________________________________________________________________

Vuoi diventare più sicuro e consapevole di te stesso? Ascolta BEcoMe cliccando qui:

________________________________________________________________________________

Non partiamo dall’esterno, da come ci dovrebbero trattare gli altri e come ci dovrebbero amare, ma partiamo da come parliamo a noi stessi, da cosa pensiamo di noi e da cosa facciamo per noi senza attribuire agli altri la “colpa” del nostro scarso amor proprio. Quando teniamo a una persona le rivolgiamo le nostre attenzioni e/o ce ne prendiamo cura. Dobbiamo fare così anche  con noi stessi, andando oltre quelle credenze limitanti che ci siam trascinati nel corso degli anni. Che non sia facile, soprattutto quando i meccanismi sono un po’ arrugginiti per via delle abitudini, è normale, ma basta anche cambiare le parole, l’atteggiamento interno che il filtro cambia forma e diventa più chiaro. Con i vorrei e mi piacerebbe non si va da nessuna parte. Si cambia con il fare, modificando la percezione interna ed esterna, attraverso un’esperienza emozionale in grado di “correggere” quella precedente. Non basta la razionalità, serve vivere quella esperienza. Adesso andate oltre il “non è facile”, “lo farò”, “con me non funziona” e iniziate a fare, cambiate vocabolario e vedrete che inizierete a cambiare anche modo di pensare e quindi filtro con il quale valutare la realtà. 

Maura Manca