La maturità attiva tantissime emozioni non solo nei ragazzi che lo affrontano in prima persona, anche nei loro genitori che lo vivono in maniera indiretta. Il peso psicofisico della maturità dipende anche dal peso delle aspettative che ogni ragazzo ha verso se stesso e verso gli altri.
Spesso la paura della valutazione e del giudizio, anche degli altri, o le aspettative genitoriali, rappresentano la fetta d’ansia più difficile da gestire. Questo peso può arrivare ad attivare anche un blocco, un cortocircuito cerebrale ed emotivo, o un intasamento e un appesantimento, che possono portare a vivere la prova di maturità come più pesante di quello che realmente è. In questo modo aumenta la fatica psicofisica e si rischia anche che calino le prestazioni.
L’esame di maturità non è solo un traguardo
L’esame di maturità è nello stesso momento un arrivo e una partenza. Un arrivo dopo tanti anni di allenamento che ha reso i ragazzi in teoria pronti ad affrontare prove e valutazioni. Dico in teoria, perché spesso si punta prettamente sulle prestazioni e sugli aspetti cognitivi e un po’ meno su quelli emotivi. Nella vita difficilmente ci sarà un momento in cui ci si sente pronti al 100%, ma il fatto di essersi allenati per tanti anni, e di aver sempre vinto, deve essere la spinta a guardare oltre la prova stessa.
È normale aver paura, ma se si sta affrontando l’esame significa che sono state superate tutte le prove precedenti. Dobbiamo pensare che la vita non smetterà mai di interrogarci, a volte anche a sorpresa, ci testerà sempre, ogni giorno, e noi dobbiamo essere lì, pronti a superare i vari ostacoli che troveremo davanti, senza pensare mai di non essere in grado di affrontarli e di non essere pronti perché la vita scorre e non smette mai di insegnarci come si vive.
Non tutto è patologico. Basta essere troppo severi con se stessi!
L’ansia dell’esame di maturità è una delle sensazioni che rimarrà sempre impressa nei ricordi………………………………………………………………
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