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Se vogliamo prevenire la violenza domestica, gli omicidi e tutte le condotte violente che si manifestano all’interno di una coppia adulta e di un nucleo familiare, dobbiamo capire da dove origina tutta questa violenza.

I dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza nel 2019 su un campione di 1762 ragazzi tra gli 11 e i 18 anni su tutto il territorio nazionale, evidenziano un problema che studiamo ormai da diversi anni: l’incremento della violenza nelle relazioni intime anche tra i più piccoli.

È possibile delineare un quadro chiaro relativo alle modalità adolescenziali di relazionarsi a livello sentimentale e intimo, a partire dalle prime relazioni amorose, perché quelle stesse modalità possono diventare il loro “modo abituale” di stare in coppia. Una condizione che può anche portare a tollerare maggiormente i comportamenti violenti anche da parte di chi la subisce.

I dati emersi descrivono un quadro molto preoccupante. Parliamo di violenza fisica agita dal partner, di schiaffi, pugni, spinte e strattonamenti a partire dagli 11 anni di età. Circa 1 ragazzo su 10 (9,4%), dai 14 ai 18 anni, dichiara di subire o di aver subìto queste forme di violenza da parte del partner. Si tratta di numeri che fanno riflettere, perché sono raddoppiati rispetto all’ultimo report pubblicato in cui il dato legato alla violenza fisica era del 4%. Inoltre, destano una forte preoccupazione i dati relativi al campione dagli 11 ai 13 anni dove quasi il 5% dichiara di aver subìto queste forme di aggressione da parte del partner.

Un altro dato molto importante riguarda il fatto che non si evidenziano differenze significative tra i due sessi. L’Osservatorio Nazionale Adolescenza sta rilevando in questi ultimi anni l’incremento della violenza fisica anche rivolta ai maschi, sebbene resti preponderante la violenza di genere agita sulle donne.

In parallelo alle aggressioni fisiche, anche la violenza verbale risulta particolarmente alta soprattutto se pensiamo alla giovane età di questi ragazzi, che dovrebbero vivere un amore spensierato e che troppo spesso, al contrario, si trasforma in un amore pressante.

Infatti, il 21%, più di 2 ragazzi su 10, dai 14 ai 18 anni è stato aggredito verbalmente e anche in questo caso non è presente una differenza statisticamente significativa tra i due sessi. Anche tra i più piccoli è molto presente questa forma di violenza: l’8,4%, infatti, dichiara di essere stato aggredito con insulti, parolacce e offese da parte del partner.

“Parliamo di incrementare le pene, di reati e di omicidi quando si dovrebbe anche capire l’importanza di impedire che i bambini e gli adolescenti crescano con il seme della violenza”, sostiene la dott.ssa Maura Manca, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza. “Vivono già in un contesto in cui respirano troppa violenza nelle relazioni, c’è una scarsa cultura dello stare insieme e di benessere della coppia, sembra che tante madri e padri si dimentichino di loro come coppia e si concentrino prettamente sul loro essere genitori. Devono imparare l’uguaglianza di genere, l’amore e il rispetto anche dentro le mura domestiche, vedendolo dai propri genitori. Devono imparare a parlare, a risolvere i problemi con il dialogo, a volersi bene, ad amarsi e a lasciarsi, ad accettare le scelte dell’altro e a non vivere tutto come un attacco alla propria persona. Devono conoscere i no fin da piccoli, non devono usare le persone e pensare che siano proprietà privata. Bisogna lavorare su una cultura che porti anche a imparare a riconoscere subito i comportamenti che non sono basati sull’amore e sulla considerazione dell’altro e a impedire che la relazione si fossilizzi sull’accettazione di questo tipo di dinamiche”.

Se questi ragazzi non vengono rieducati e non viene fatto comprendere che l’amore non è violenza, non è aggressione, non è tolleranza delle reazioni eccessive dell’altro, ma libertà e rispetto della persona che si ama, il rischio è che mantengano questo tipo di comportamenti anche da adulti. A quel punto, che tipo di adulti ci troveremo di fronte?