“Penso che ci stanno isolando, facendoci credere di stare insieme. Con la strategia più banale di sempre, piano piano, un nuovo strumento tecnologico alla volta”.
Il discorso qui è più sottile che mai, non si parla della solita tecnologia che sostituirà anche gli odori tra poco. L’altra sera ero in centro per stare un po’ in mezzo alla gente; una ragazzetta ben vestita si avvicina e mi lascia un volantino con scritto: “Nuovissima app per conoscere le persone intorno a te”.
In parole povere, riconosce le persone intorno a te che hanno scaricato l’app e tu puoi parlarci tramite cellulare, cioè al posto di avvicinarti ad una persona a 2 metri da te e attaccare bottone in qualche modo assurdo/simpatico/originale, gli scrivi attraverso la luce elettrica del nuovo iPhone.
CI STANNO ELIMINANDO LE EMOZIONI, sveglia Giulia. E’ tutto fittizio, tutto finto.
Non voglio fare l’ipocrita, in fondo, sto scrivendo da un pc. Ma ci tengo a spiegare che l’uso dei mezzi a disposizione è un conto, l’abuso è un altro.
Che cos’è tutto questo?
La mia mente non riesce a non pensare al “Prima” e al “tuttocosìvelocemente”.
Mi capita di guardare luoghi dove “Prima” non c’era nulla. Dove “Prima” c’era l’aria buona. Poche ore fa, stavo guidando e pensavo alla notte e ho immaginato una vita in una foresta senza luce, senza lampioni, senza torcia dell’iPhone. “Che farei se fossi lì adesso? Sentirei freddo? Avrei paura? Saprei difendermi? No, senza dubbio non saprei difendermi, se vedo una cimice chiamo mio papà.”
Quindi mi si stringe la bocca dello stomaco e penso alle persone infelici. Alle costrizioni della vita che facciamo adesso, ai soldi. Ed è ovvio che come società non possiamo elevarci. Dov’è il tempo per stare bene? Dov’è il tempo per toccare la terra? Dov’è il tempo per pensare e passare una serata sull’erba a sentire le stelle e sentirsi piccoli, totalmente piccoli e nulli?
Se potessi tornare indietro nel tempo, dove andrei?
Atene, V sec. a.c. .. la politica,la filosofia, l’arte.. tutto equilibrato.
“Poi penso.. sarei in grado di vivere in un mondo senza tecnologia? Senza Google Maps, senza Whatsapp, senza musica che posso sentire quando voglio? Come combatterei la noia? Perché in fondo di questo si parla, di noia. Siamo annoiati, prendiamo l’iPhone, facciamo un giro su Facebook, stalkeriamo le persone, adesso non mettiamo solo like, ma anche love, hungry, fanculo no, quello ancora non l’hanno messo.
Viviamo vite che non sono reali, persone che appaiono ma non sono. Vorrebbero essere ma non sono ugualmente. Siamo magri, seguiamo mode del cazzo per non sentirci tagliati fuori.
Quindi mi chiedo, perché mi faccio tutte queste domande? Perché non mi si toglie dalla testa l’immagine del cartone animato “WALL•E”, di tutte persone grasse che nascono e crescono davanti ad uno schermo, senza essere in grado di camminare e di fare nulla?”
Persone che eseguono e basta, e tutto questo mi fa pensare che tutti noi stiamo perdendo la nostra umanità, nel senso di sentirsi essere umani, dove serve solo mangiare e respirare e amare per stare bene.
Vedo sui social, milioni di persone che seguono altre persone che fanno vite assurde, hotel di lusso, vasche idromassaggio con vista sul mare, fisici perfetti, e mi domando:“Perché dovrei alimentare la fama di questa gente? Perché la gente segue questa gente? Forse vorrebbe essere come loro? Ma che aspirazione è?”
Ora diciamoci la verità, tutti vorrebbero essere ricchi, io non proprio ricca, se con ricchi si intende avere miliardi di euro in banca, no. Io vorrei stare tranquilla, per me essere ricchi significa che se ti si buca una ruota della macchina, puoi ricomprarla senza dover rinunciare alla cena di quel giorno”.
Per non parlare del fatto che, questa è difficile da spiegare, sostituiamo quello che abbiamo o abbiamo avuto, con mezzi nuovi per ricrearlo.
Mi spiego meglio con qualche esempio:
abbiamo parchi immensi, e andiamo in palestra;
abbiamo mobili antichi, li vendiamo su “Subito.it”, compriamo mobili nuovi e li verniciamo vintage;
abbiamo (ancora grazie a Dio) macchine fotografiche a rullino, scattiamo con iPhone e mettiamo il filtro “old school”.
Quindi mi chiedo, ma se abbiamo già, quello che ci serve, e abbiamo l’originale di quello che ci serve, perché dobbiamo fare tutti questi passaggi? Per essere in qualche modo “Creativi”? Perché è così che ci ha sempre insegnato la storia, che bisogna guardare indietro per poter andare avanti?
Forse sì, ma non così, guardare indietro non è RICOPIARE quello che era con nuovi mezzi, è OSSERVARE quello che era e TRASFORMARLO in meglio.
“Detto ciò, vorrei fare un viaggio, in cui non voglio avere il pc, il cellulare.
Solo la mia macchina fotografica e la mano del mio compagno di viaggio e di vita.”
di Giulia Barone


