Più tempo sui social equivale a maggiore ansia per il proprio aspetto estetico e la propria immagine? Sembra di sì, soprattutto nei più giovani: controllano di più la propria immagine nelle foto, non si piacciono e le modificano grazie a filtri e fotoritocco, alla ricerca di una perfezione che non esiste e per ottenere il maggior numero di like.
Selfie dismorfia: adolescenti che si piacciono solo con filtri e fotoritocco
In una società incentrata su canoni di bellezza irraggiungibili, in cui la ricerca della perfezione sembra prioritaria, i ragazzi sono spinti a trovare strategie di qualunque tipo pur di apparire…
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Alla ricerca di una perfezione che non esiste
In una società incentrata su canoni di bellezza irraggiungibili, in cui la ricerca della perfezione sembra prioritaria, i ragazzi sono spinti a trovare strategie di qualunque tipo pur di apparire più belli e ottenere approvazione social.
Tantissimi adolescenti trascorrono ore a scattare foto e selfie che, prima di essere pubblicati, vengono rigorosamente manipolati ed elaborati con programmi e filtri specifici, per eliminare ogni difetto. Tutti possono apparire perfetti grazie ai filtri social e anche le star più amate e seguite dal web sembrano essere state contagiate da questa mania.
Nelle ultime settimane si è molto parlato di “Bold Glamour”, un filtro che sembra spopolare su TikTok, creando anche polemiche e preoccupazione rispetto alle possibili influenze negative che questo genere di effetti può avere sui teenager. Una funzione che si basa su un algoritmo in grado di ringiovanire il viso, con grande precisione, come se fosse stato truccato da professionisti: scompaiono rughe, pallore e qualsiasi tipo di difetto.
“Insieme alla scoperta di TikTok”: la guida per genitori e figli
Per i ragazzi è naturale esprimersi e relazionarsi attraverso la tecnologia. Utilizzare in maniera sicura, consapevole e positiva le piattaforme digitali diventa, dunque, un’esigenza importante sia per i genitori che per i figli. I minori hanno bisogno di qualcuno che li…
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Ansia e insoddisfazione per la propria immagine digitale: cosa accade ai più giovani?
I primi risultati emersi da uno studio pilota condotto dal Centro Universitario di Statistica per le Scienze Biomediche dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, su preadolescenti con età media 13-16 anni, ha confermato aspetti molto interessanti dal punto di vista psicosociale legati all’utilizzo dei social network e alla gestione della propria immagine digitale.
Più aumenta il tempo trascorso in rete, in particolare su social e piattaforme online, più aumenta la frequenza con cui i ragazzi manipolano e controllano selfie e foto da pubblicare. Il tutto si associa a maggiore ansia rispetto al proprio aspetto fisico e a una peggiore percezione della propria immagine corporea.
Solo il 25.4% è soddisfatto al primo scatto e solo il 22.9% lo è al punto di pubblicarlo poi sui social, mentre il 36.8% dei ragazzi dichiara di eliminare da 2 a 5 selfie tra quelli scattati. Inoltre, il 49.2% dichiara di modificare le foto, attraverso filtri e applicazioni.
Lo specchio digitale. Come videochiamate e social possono creare problemi legati all’immagine corporea?
Le vetrine dei social network, il numero dei like, l’approvazione social condizionano la percezione del proprio corpo e influenzano l’insoddisfazione verso il proprio aspetto. Tutto questo è vero non solo…
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Bisogna tener conto di come i ragazzi oggi siano sottoposti, fin da bambini, alla pressione di media e modelli sociali che diffondono una precisa idea di bellezza. Crescere con l’ossessione dell’apparenza, non sentendosi mai soddisfatti di sé, può determinare vissuti di insicurezza e scarsa autostima. Non sono ovviamente gli strumenti in sé a determinare effetti negativi, molto dipende dalla modalità con cui vengono utilizzati. I social possono offrire un modo per connettersi con gli altri, ma possono anche alimentare fragilità già presenti offline. È fondamentale, dunque, essere sempre attenti e non sottovalutare preoccupazioni e ansie dei ragazzi.
di Francesca Sangineto


