“Adesso diventeremo poveri?”
“Mamma piange e io non so che fare.”
“Secondo te se vendo le mie cose basta per aiutare mamma e papà?”.
“Sono preoccupato per papà, dice che deve chiudere il ristorante. Io non voglio, io ci passo tanto tempo con papà al ristorante e mi piace.”
Purtroppo potrei continuare a lungo nel riportare le parole dei bambini e degli adolescenti di questi giorni e di tutti i mesi passati. A volte non lo fanno vedere per non gravare sui loro genitori, a volte soffrono in silenzio, cercano di capire cosa sta succedendo. Per un bambino vedere il genitore disperato è un dolore immenso, a volte vorrebbero far qualcosa, ma non sanno cosa e hanno paura della perdita, di perdere tutto perché per loro rappresenta il vuoto, un vuoto che non hanno gli strumenti per gestire.
Ci stiamo dimenticando che tutto questo lo avevano già vissuto, che gli abbiamo fatto credere che non sarebbe più tornato e invece è qui, più presente che mai, e sta sconvolgendo nuovamente le loro vite.
“Non andrà più via?”. Questa è un’altra paura perché non crederanno a un altro andrà tutto bene. Dobbiamo dargli dati di realtà e nuove strategie per affrontare questi cambiamenti.
La speranza sì, ma non l’illusione. L’illusione devasta da un punto di vista psicologico quanto l’incertezza.
Non è solo la Didattica a casa il problema, è ben più grave, è ben più lungo di quello che possiamo pensare. Questo non ci deve scoraggiare ma deve essere il motore che ci fa rimboccare le maniche e affrontare in maniera diversa la vita. Reazione, non sottomissione e la rabbia deve diventare forza perché non possiamo aspettare che l’aiuto venga dall’esterno, dobbiamo reagire per evitare che sia più ingiusto di quanto già lo sia.
di Maura Manca


