Dopo mesi di chiusura e lontananza dalla scuola e dai propri compagni, dopo mesi di contatti quasi esclusivamente virtuali, bambini e ragazzi sono tornati da settembre nelle loro aule. Hanno dovuto adottare nuove abitudini, adattarsi ad una nuova realtà, imparare gradualmente a convivere con il virus e con tutte le difficoltà e novità che impone alla vita quotidiana.
La scuola non è solo un luogo di formazione, apprendimento e conoscenza, è anche il luogo della socialità, delle relazioni e delle esperienze che contribuiscono a formare bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita. Pur dovendosi adattare ai numerosi cambiamenti e ai nuovi indispensabili protocolli di sicurezza imposti dalla pandemia, i bambini sono stati felici di tornare a scuola, di rivedere le loro maestre e i loro compagni, di recuperare una nuova quotidianità.
Le speranze dei bambini, tra paura e incertezza
Scuole, docenti e famiglie si stanno impegnando al massimo per garantire ai bambini un clima sereno e di fiducia. Non mancano ovviamente le incertezze e le preoccupazioni legate alla difficoltà di prevedere cosa accadrà e alla necessità di prepararsi ad affrontare continui cambiamenti. Sebbene per le scuole primarie sia stata sin dall’inizio dell’anno garantita la didattica in presenza, l’emergenza legata al Coronavirus impone ogni giorno situazioni a cui riadattarsi e non mancano le difficoltà legate al diffondersi del contagio.
“Bambini positivi, due classi in quarantena” (La Nazione)
“Bambino positivo a “bassa carica” torna a scuola dopo 21 giorni. Ma la classe si svuota” (Il Giornale)
“Quattro bambini positivi al Covid: tutti a casa” (Il Resto del Carlino)
Quasi quotidianamente la cronaca e i titoli di giornale ci aggiornano sulla necessità di mettere in atto una quarantena, un isolamento o una chiusura per quelle scuole e quelle classi in cui si verifica un contagio o un sospetto di positività. Tanti bambini hanno anche paura del tampone, ne hanno sentito parlare dai grandi o in tv, sono preoccupati che faccia male. Come affrontano tutto questo? Quale impatto su di loro?
“Roberto ha 7 anni e frequenta la seconda elementare. Era così felice ed emozionato il primo giorno di scuola, quasi più dello scorso anno nonostante fosse in prima. Ovviamente è stato strano all’inizio adattarsi a queste nuove routine: distanze, mascherine, stare sempre seduti al banco, non potersi scambiare materiali, ma i bambini sono stati bravissimi e le maestre li stanno supportando nel miglior modo possibile. Come sta accadendo in tante scuole, però, anche per noi purtroppo è arrivato il primo sospetto di un bambino positivo e la scuola ha chiuso alcuni giorni per sanificare tutti i locali. Dare la notizia a Roberto non è stato facile, immaginavo che ne sarebbe stato deluso. Gli abbiamo spiegato l’importanza di questa decisione, che non appena tutto sarà chiarito potrà tornare a scuola, ma lui è scoppiato a piangere, ha paura che la scuola possa chiudere di nuovo, ha paura di non poter vedere i suoi amici tutti i giorni e fare lezione insieme dal vivo, ha paura che questa incertezza su cosa succederà si trasformi di nuovo in una chiusura”
Sono le parole di una mamma che ha voluto raccontarci la sua esperienza e le sue difficoltà nel gestire ciò che vivono i bambini quando la loro classe o la loro scuola vivono di nuovo un tempo “sospeso”, in attesa dei risultati di un tampone e di capire cosa accadrà nei prossimi giorni o nelle prossime settimane.
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La scuola chiude ancora: come parlarne con i bambini?
– Niente panico! Certamente questo clima di incertezza grava sulle famiglie e sui genitori e non è facile affrontare di nuovo quarantena, isolamento o chiusura della scuola, dovendo riorganizzare di conseguenza tutte le proprie routine quotidiane. E’ fondamentale però non mostrarsi ansiosi e non andare in tilt, i bambini potranno così esprimere le loro emozioni, anche preoccupazioni e paure, imparando gradualmente come affrontarle e gestirle.
– Rassicurateli: in questi mesi dovranno inevitabilmente far fronte a tutta una serie di cambiamenti e situazioni che si evolvono di giorno in giorno, mettendo in gioco tutta la loro flessibilità. Devono capire che questa è la nuova normalità, non si tratta di qualcosa di momentaneo e devono imparare a conviverci e trovare un nuovo equilibrio. Rassicurateli, parlate con loro di ciò che sta accadendo, dite loro con sincerità che sebbene non sia possibile prevedere ciò che accadrà, sarete sempre al loro fianco e li aiuterete a riorganizzarsi.
– Mantenete la routine e i contatti con la scuola: Anche laddove ci sia la necessità di quarantena e chiusura, aiutate i bambini a mantenere una loro routine e a suddividere il tempo a casa tra scuola, compiti e gioco. Dovendo stare in quarantena, non avranno purtroppo neanche la possibilità di fare sport o uscire con gli amici. In questo caso, dunque, usate anche la tecnologia come risorsa per mantenere i contatti con i compagni.
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