Sviluppare la resilienza nei propri figli rappresenta una risorsa importante soprattutto quando si affrontano situazioni estremamente difficili, come quella che stiamo vivendo in questo momento.
Il termine resilienza deriva dal latino “re-salire”, che significa “saltare indietro”, “rimbalzare” e viene utilizzato per indicare la capacità delle persone di fronteggiare situazioni stressanti, cercando di focalizzarsi sul famoso “bicchiere mezzo pieno”, riuscendo gradualmente a trasformare gli ostacoli in punti di forza.
E’ un termine preso in prestito dalla fisica e indica la proprietà che hanno alcuni metalli, nonostante la pressione ricevuta, di mantenere integra la propria struttura o di riacquistare la forma originaria.
Essere resilienti significa avere questo tipo di flessibilità.
Nonostante la resilienza sia legata a componenti biologiche o innate, l’aspetto positivo è che, a partire dall’infanzia, è possibile costruirla e coltivarla giorno dopo giorno.
E’ uno strumento formidabile per i più piccoli che cresceranno capaci di superare le avversità della vita, utilizzando al meglio questi momenti per migliorare le proprie capacità di adattamento e sviluppare le proprie risorse.
Insegnagli a tollerare la frustrazione ed imparerà ad affrontare la vita
Il bambino ha bisogno di imparare sempre cose nuove, di muoversi, di giocare di conoscere, di esplorare perché è assetato di sapere. Ha un bisogno fondamentale di imparare ed apprendere attraverso…
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I genitori come possono allenare la resilienza dei propri figli?
- Renderli più consapevoli delle loro risorse e dei loro limiti. Conoscere bene se stessi, li aiuterà a porsi degli obiettivi raggiungibili: quando sanno di poter riuscire in qualcosa, continueranno ad impegnarsi. I limiti non devono essere vissuti come un ostacolo insormontabile, ma come un’opportunità e uno stimolo di crescita: bisogna mettersi in gioco e impegnarsi a fondo nell’obiettivo, anche se ci può volere molto.
- Aiutarli ad avere più fiducia in se stessi. Troppe volte ci si concentra sugli aspetti negativi dei figli, perdendo di vista le loro risorse e i loro punti di forza. Quindi, evitando di attaccarli e ferirli con continui commenti negativi, mettete in luce le loro potenzialità, spronateli a mettersi in gioco e a sperimentarsi, soprattutto nelle attività che più interessano.
- Incoraggiarli ma senza esagerare. È importante rinforzare i figli attraverso commenti positivi come “Bravo, ce l’hai fatta!”, “Hai raggiunto l’obiettivo, continua così!”, soprattutto quando riescono a superare i loro limiti, le loro paure e i loro blocchi, così che credano sempre di più in se stessi. Al contempo, però, bisogna evitare di fare complimenti esagerati, in quanto possono creare pressioni eccessive, insinuare la paura di deludere le vostre aspettative e di non essere all’altezza.
- Permettergli di sbagliare. Portateli a ragionare in autonomia, con la loro testa, aiutandoli a sviluppare la propria capacità critica e a strutturare un proprio punto di vista. Inoltre, è fondamentale lasciare quel giusto spazio di autonomia e di movimento nel prendere decisioni: se li proteggete troppo e gli spianate la strada, cresceranno poggiandosi su di voi, senza mai sentire di poter contare su loro stessi e senza sperimentare la propria auto-efficacia, “Io, ce l’ho fatta da solo, con le mie forze!”.
- Lavorare sulla loro flessibilità. Aiutateli a non focalizzarsi solo su ciò che non va, così che riescano a trovare più facilmente delle vie d’uscita quando si trovano di fronte ad un ostacolo. Bambini e ragazzi con una maggiore flessibilità, infatti, sono capaci di trovare in maniera creativa soluzioni a problemi complessi, riuscendo a trasformare una condizione negativa in una sfida da affrontare e superare.
- Stimolare il loro senso dell’umorismo e l’ironia. La capacità di sdrammatizzare e sorridere permette di avere una prospettiva più leggera sulle cose. Ironizzare diminuisce le tensioni ed è una dote che solitamente viene molto apprezzata dalle persone che si hanno intorno.
- Dare il buon esempio. Essere un buon esempio per i figli non significa non sbagliare mai. I figli hanno bisogno di sapere che gli adulti, anche i genitori, possono sbagliare e non fare subito la cosa giusta, ma si può imparare da ogni situazione e riparare.


