Skip to main content

L’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un nuovo allarme: più di un miliardo di persone convive attualmente con disturbi mentali, con ansia e depressione che rappresentano un peso devastante sia dal punto di vista umano che dal punto di vista economico.

È un dato indubbiamente allarmante. Eppure, per chi lavora con la salute mentale, questi dati non sono particolarmente nuovi. La cosa che è veramente allarmante è che, ancora oggi, nonostante questi dati, si investa poco sulla salute mentale.

Ancora oggi ci troviamo a dire che non c’è una prevenzione ottimale, che non c’è formazione sulla salute mentale e non c’è investimento efficace sulla salute mentale.

Questo è uno dei fattori che hanno maggiore peso in assoluto, perché non permette di fare reale prevenzione ed evitare di arrivare a sviluppare ansia, depressione, problematiche legate al corpo, all’autostima, alla sicurezza, problemi relazionali ed emotivi, somatizzazione. È vero che si è allungata tantissimo la vita, ma come arriviamo a quell’età? Questa è la domanda che ci dobbiamo davvero fare. È un’eterna lotta contro l’invecchiamento e non ci si concentra sulla cura di se stessi né sul concetto di salute mentale.

C’è ancora troppa poca cura della degli aspetti umani e relazionali, del contesto in cui si sviluppano le patologie, di quelli che sono i segni da osservare e cogliere.

È fondamentale, infatti, individuare quelli che sono i segnali delle patologie, gli indicatori anche sotto soglia, non particolarmente evidenti, fare formazione in modo efficace e dare strumenti. Ci si concentra ancora oggi sui sintomi e questo rappresenta un problema grandissimo quando si parla di salute mentale. Ci si concentra ancora troppo spesso sulla ricerca di colpe e colpevoli: chi deve dare questi strumenti? La colpa è dei genitori, della scuola, della società? Anzitutto, andrebbe abolito il concetto di colpa e si dovrebbe, invece, parlare di responsabilità.

Ogni fenomeno, infatti, è determinato da un insieme di variabili e fattori diversi, dobbiamo porre attenzione a tutto il contesto. Il cervello risponde a tutti i segnali, compresi quelli ambientali, e ogni condizione va analizzata in funzione di tutti i fattori coinvolti.

Se prestiamo attenzione solo al sintomo non risolveremo mai il problema, e continueremo a parlare di inefficacia e di poco investimento, continueremo a mettere cerotti anziché trovare soluzioni efficaci.

 

di Maura Manca