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Ragazzi sempre più violenti e sempre più piccoli che agiscono in gruppo, utilizzando la forza fisica con l’intento di far male e aggredendo anche per futili motivi. Non pensano alle conseguenze delle loro azioni e non hanno paura del sistema, perché pensano di riuscire a farla franca. 
A Manfredonia, quattro giovani, tre minorenni e un maggiorenne, sono rimasti feriti gravemente in una rissa. A Rivoli un 15enne è stato rapinato e malmenato da un gruppo di ragazzi, a Torino un 16enne va a scuola con la pistola per regolare i conti con un coetaneo.

La maggior parte delle volte, la violenza è nascosta dietro un’apparente normalità ed è per questo che non si riesce a capire il senso del suo dilagare fin dalla più giovane età. Ciò che preoccupa maggiormente è proprio la superficialità con la quale questi ragazzi si comportano in modo aggressivo, ritenendolo un banale gioco e un momento di divertimento.
Non si tratta purtroppo di un fenomeno del momento: oggi stiamo pagando gli esiti di una deriva educativa in atto ormai da molto tempo e che ha coinvolto troppi ragazzi cresciuti senza regole, senza un senso dell’altro e del limite. Hanno assistito a modelli di prepotenza, di aggressività e di violenza che hanno fatto propri, come propri valori, e ripropongono nelle loro relazioni quotidiane. 
La violenza giovanile sta ormai dilagando nel nostro Paese? Cosa sta succedendo ai nostri ragazzi?
La dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, ne ha parlato il 7 ottobre 2020, su Canale 5, al TG5 delle 20.
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