Insegnanti e alunni, certamente, stanno affrontando un momento molto delicato, ma proprio perché siamo anche in emergenza formativa e psicologica, dobbiamo evitare di creare ulteriori distanze e di usare metodi che rispondono al detto “a mali estremi, estremi rimedi”.
In questi giorni su tutti i quotidiani è ribalzata la fotografia della ragazza fatta bendare dall’insegnate durante un’interrogazione, portandoci inevitabilmente a ragionare su alcune modalità di interazione con gli alunni in didattica a distanza.
Ora più che mai non abbiamo bisogno della scuola del “sospetto”: non serve creare altra distanza e mettere gli studenti in una condizione di ulteriore pressione e stress.
Ovviamente è importante non fare di tutta un’erba un fascio, perché sono tantissimi gli insegnanti che in questi mesi si sono reinventati e hanno fatto il possibile per coinvolgere i ragazzi.
Quali sono le reazioni emotive dei ragazzi a tutto questo? Qual è l’impatto nel lungo periodo? Serve davvero puntare tutto sui voti e sulle verifiche o bisogna lavorare di più sull’interazione e sulle persone?
Ne abbiamo parlato il 13 aprile 2021 insieme alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, nella trasmissione Buongiorno inBlu, su Radio InBlu, condotta da Chiara Placenti.
Ascolta l’intervento a partire dal minuto -12.07:
https://www.radioinblu.it/streaming/?vid=0_thx8whbp


