Nei momenti di stanchezza e stress può essere molto difficile per i genitori trovare la modalità migliore per affrontare i comportamenti oppositivi dei propri figli, siano essi bambini o adolescenti, e l’emotività del momento può portare ad un braccio di ferro dal quale sembra impossibile uscire.
Sono tanti i momenti in cui, per ragioni diverse, può essere difficile per i genitori far rispettare le regole di casa, tenendo sotto controllo lo stress o la rabbia sperimentati. Può così accadere di alzare la voce o urlare, rischiando di peggiorare la situazione. L’importante per un genitore non è “non sbagliare mai”, ma essere consapevole di alcune dinamiche e delle loro conseguenze, riconoscere i propri errori e riuscire a riparare con i figli.
Urlare serve davvero?
Il problema reale è che urlare o alzare la voce, in realtà, non fa star bene nessuno. Capita, molto spesso, che gli stessi genitori, dopo aver urlato con i propri figli per cercare ad esempio di far rispettare una regola, si sentano insoddisfatti, arrabbiati con se stessi o addirittura in colpa per la modalità con cui hanno gestito la situazione. Anche se in alcuni momenti può essere davvero difficile mantenere la calma, urlare davanti ai figli mostra loro che non si ha più il controllo della situazione, che non si riesce a gestire la propria rabbia, perdendo così il ruolo genitoriale e l’autorevolezza.
Diverso è quando il genitore esprime un concetto alzando un po’ la voce, per dare un confine ad un figlio, ma lo fa in maniera assertiva, senza incutere terrore o perdere il controllo, facendogli comprendere la situazione. Si riesce, infatti, a essere più efficaci utilizzando calma, fermezza e determinazione!
Le difficoltà dei genitori
– “I miei figli non mi ascoltano se non alzo la voce e non urlo”
Anche se nell’immediato potrebbe sembrare che bambini e ragazzi si fermino ad ascoltarvi solo quando urlate, in realtà in quei momenti è più facile per loro fare qualcosa solo per accontentare mamma e papà e farli smettere, ma non comprendono davvero la situazione o la gravità delle azioni per cui vengono rimproverati.
– “Se non urlo, non mi prendono sul serio”
Urlare genera paura e timore, non rispetto, e non vi permette di ascoltare bambini e ragazzi, di comprendere le loro motivazioni e capire cosa li porti, in quel momento, a mettere in atto un determinato comportamento. Bambini e ragazzi, inoltre, rischiano così di sentirsi svalutati o umiliati, e faranno ancora più fatica ad aprirsi e parlare con mamma e papà.
– “Non ho sempre il tempo per spiegare le cose con calma”
Parlare con bambini e adolescenti, spesso, richiede tempo e disponibilità; situazioni e ritmi quotidiani, uniti alla necessità di gestire impegni lavorativi e familiari, impone tante sfide per i genitori, oltre che fatiche e stanchezza fisica e mentale. Diventa difficile, così, in alcuni momenti, riuscire a mantenere la calma, ma ricordate che il tempo speso ad urlare è lo stesso che potreste utilizzare per parlare con loro, conservando anche più energia.
Come gestire queste difficoltà?
Non è una lotta di potere, né un braccio di ferro per dimostrare chi è più forte. Il dialogo è fondamentale, bisogna sempre spiegare le proprie ragioni, ascoltando anche il punto di vista del figlio, facendogli capire le motivazioni di un no, di una richiesta o di una regola.
Quando siete arrabbiati, non capite e non approvate certi modi di fare, inoltre, fate attenzione a non dire frasi come “sei sempre il solito”, “sei un disastro”, “non si sa mai come fare con te”, ma analizzate i suoi comportamenti. Attaccare personalmente un figlio o umiliarlo davanti ad altre persone incide negativamente sulla sua autostima. Inutile anche rimproverarli per qualcosa che è successo nel passato, concentratevi sul presente e incoraggiateli quando osservano un comportamento corretto, anziché utilizzare soltanto rimproveri, quando violano una regola o assumono atteggiamenti sbagliati.
Non criticate vostro figlio e il suo modo di essere, ma concentratevi su quel particolare comportamento, altrimenti si sentirà rifiutato e inadeguato, si metterà sulla difensiva o adotterà ancora di più comportamenti oppositivi e provocatori.
Può succedere di perdere la calma e alzare la voce, magari perché si è stanchi o stressati, ma non deve essere la modalità abituale di richiamare bambini e ragazzi al rispetto delle regole. Pur dovendo fornire regole, limiti e confini, siate comprensivi, spiegategli i motivi di un eventuale rimprovero e aiutateli a comprendere quanto sta accadendo; potranno così comprendere le regole, assimilarle e quindi rispettarle.


