“Ciò di cui i bambini hanno più bisogno sono gli elementi essenziali che i nonni offrono in abbondanza. Essi danno amore incondizionato, gentilezza, pazienza, umorismo, comfort, lezioni di vita. E, cosa più importante, i biscotti.”
Rudy Giuliani
L’emergenza sanitaria ci ha colpito all’improvviso, come una tempesta imprevista, con tutto il suo carico di dolore, di sofferenza, di morte. Ma può anche rappresentare una grande opportunità.
Il legame che unisce bambini e ragazzi ai propri nonni è estremamente forte e profondo ed è emerso ancora di più in queste settimane particolari. Anche se è stato molto faticoso, non hanno potuto vedersi e incontrarsi; eppure hanno accettato di fare questa rinuncia per proteggere i loro nonni, consapevoli che in questa situazione proprio loro sono i soggetti più a rischio. Ma non per questo si sono fermati, al contrario hanno messo in gioco le loro risorse e la loro creatività trovando degli escamotage per prendersi cura dei nonni anche nella distanza e in qualche modo sentirsi più vicini a loro.
Sicuramente è stata una prova importante da parte di bambini e ragazzi che ci hanno dimostrato che dobbiamo fidarci di più di loro: in questo momento così particolare sono riusciti a stupirci, per la loro capacità di adattarsi alle nuove situazioni.
“È un patrimonio di umanità ed empatia quello che i nostri figli, rinchiusi nelle loro camerette hanno saputo costruire. Sorprendendoci e ribaltando paginate di pregiudizi. Un patrimonio da conservare e coccolare, e a cui attingere, quando le porte, piano piano, si potranno riaprire e le nostre quotidianità, a un metro di distanza l’una dall’altra, torneranno ad avere una parvenza di normalità” prosegue Federico Taddia.
Certamente anche i nonni dovranno continuare ad affrontare una sfida quotidiana molto difficile, perché in questa fase di vita non è facile riadattarsi a tutti questi cambiamenti e affrontare le numerose sfide imposte dall’emergenza che stiamo vivendo.
Sono tanti i nonni che ci hanno raccontato le loro difficoltà e i loro vissuti rispetto al fatto di non aver più incontrato i nipoti da un giorno all’altro: “E’ stato tutto improvviso, con i miei nipoti prima ci trascorrevo tantissimo tempo; ogni giorno stavo con loro, mentre mia figlia e mio genero lavoravano, li andavo a prendere a scuola, pranzavamo e giocavamo insieme. All’improvviso mi sono ritrovata da sola, con un grande vuoto. Vorrei tanto riabbracciarli presto!”
I nonni si sono sicuramente ritrovati ad affrontare un compito molto difficile: provare a gestire al meglio la mancanza degli affetti per loro più importanti e lottare contro la paura del contagio e della solitudine, cercando in tutti i modi di mantenere intatti gli aspetti più spensierati e sereni della relazione con i nipoti e trovando un senso all’essere nonni anche se non in prima linea come al solito.
“Vi imploriamo di resistere. Non lasciatevi prendere dalla tristezza della solitudine, dall’angoscia della morte, dalla paura di non avere più un tempo davanti. Quel tempo ci sarà. E quel tempo lo scopriremo ancora più prezioso. E ne avremo cura. In questi giorni, coltiviamolo come faremmo con una pianta, interrata in un vaso. Bagniamolo con la forza del pensiero. Un pensiero che come un filo sottile e invisibile, lega i nostri cuori.”
Alberto Pellai


