I ragazzi sono ormai immersi tra compiti, interrogazioni, verifiche. I voti rivestono un ruolo importante nella relazione genitore-figlio e sono un canale preferenziale attraverso il quale un adolescente esprime i suoi stati interni, compreso un eventuale disagio.
Dietro a un calo del rendimento, ai brutti voti o a espressioni come “non mi va”, “non ho voglia di fare i compiti”, “cosa mi serve studiare?” possono nascondersi comunicazioni importanti: in molti casi il rifiuto a studiare è legato proprio alla fatica che sperimentano, si sentono frustrati, non trovano una motivazione e hanno paura di deludere i genitori. A volte i ragazzi sono semplicemente distratti, concentrati su altro e la loro attenzione è calamitata dalle problematiche tipiche adolescenziali, ma altre volte sono delle richieste indirette di aiuto, di ricerca di attenzione e di manifestazione di un disagio emotivo.
Queste difficoltà, se non vengono riconosciute e prontamente affrontate, rischiano di cronicizzarsi e di influenzare negativamente il rendimento e i successivi mesi di scuola.
Ciò che conta realmente è approfondire ogni comunicazione e segnale manifestato dai propri figli, senza sottovalutare ma senza neanche drammatizzare. Sicuramente è un compito estremamente complesso, visto che in molte occasioni i figli possono mettere a dura prova la pazienza dei genitori, ma ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare in queste situazioni:
– Ricercare sempre il dialogo e l’ascolto. È fondamentale creare e tenere sempre aperto un canale di comunicazione con i figli, chiedergli come si sentono, come stanno, in modo tale da trasmettergli il messaggio che è importante per voi il loro benessere, a prescindere dalla scuola. Quando si prende un brutto voto o qualcosa non ha funzionato, il genitore si deve affiancare al figlio e insieme a lui capire le motivazioni che lo hanno portato a prendere quella valutazione, senza attaccarlo e sminuirlo. E’ bene ricordargli che si trova ancora nella fase iniziale dell’anno, dove nulla è irrecuperabile e c’è tutto il tempo per studiare e rimediare. A volte è sufficiente un “Bravo, ce l’hai fatta” per dare la carica e permettergli di credere di più nelle sue capacità.
– Andare oltre le etichette e i confronti con gli altri. Appiccicare etichette negative e utilizzare affermazioni come, “sei stupido”, “con te è inutile, non capisci niente”, in maniera sistematica e continuativa, non farà altro che rinforzare un’immagine negativa di lui, creando un blocco sempre più massiccio. Inoltre, è sempre bene evitare di fare confronti con gli altri compagni, svalutandolo e mortificandolo, anche quando vi fa arrabbiare. E’ importante invece rinforzare sempre i piccoli miglioramenti e gli sforzi fatti, riconoscendo il suo impegno e il suo valore.
– Punizioni e ricatti costruiscono muri invalicabili. Ricorrere a minacce e ricatti, come ad esempio, togliergli il cellulare o la PlayStation oppure vietargli le uscite, non risolve la situazione, anzi, spesso li fa irrigidire ulteriormente, amplificano ancora di più il senso di frustrazione e rabbia. E’ importante fargli capire che ci sono delle priorità, che si può fare tutto, ma che è necessario organizzarsi: una volta tolta la “rottura” dei compiti avranno la testa libera per fare ciò che vogliono, senza avere l’incubo di doverli finire. E’ importante, dunque, creare un clima di fiducia, senza assillarli e controllarti continuamente “hai fatto i compiti?”, “fammi vedere il diario”, altrimenti loro entreranno in sfida e faranno di tutto pur di andarvi contro.
E’ importante che i ragazzi non studino solo per prendere un bel voto e sentano che il loro valore non coincide con i voti che ricevono.
Il voto non è altro che il mezzo per poter misurare una prestazione e in quest’ottica, anche un brutto voto si può rivelare una grande opportunità e risorsa per loro, per capire i propri errori, correggere il tiro e migliorare sempre di più.
Bisogna insegnargli che nella vita non sempre tutto fila come vorremmo, ma non per questo bisogna arrendersi, anzi deve essere lo stimolo per lottare ancora con più forza.


