Una mamma ci chiede come ci si deve comportare nei confronti di un figlio che non ne vuole proprio sapere di fare i compiti e mostra un totale disinteresse verso la scuola. Come aiutarlo?
I compiti molto spesso si trasformano in una vera e propria fonte di stress, un tormento, una lotta, perché molte volte i figli non li vogliono fare, dilungano i tempi all’infinito, e si mostrano svogliati e totalmente disinteressati.
Il rischio è quello di assumere o un atteggiamento punitivo e autoritario di fronte ad ogni suo errore o brutto voto, oppure a causa di un’eccessiva preoccupazione sostituirsi al ragazzo e fare i compiti al posto suo, non favorendo la sua autonomia.
In questo modo la scuola rischia di diventare un incubo sia per i figli che per i genitori.
Il primo passo è comprendere la natura di questa difficoltà perché molto spesso dietro il rendimento scolastico si annidano una serie di comunicazioni importanti che il figlio vuole fare al genitore.
Cosa rappresentano i compiti?
E’ indispensabile andargli incontro e cercare di capire quali sono i motivi che stanno alla base di un tale comportamento per offrire al proprio figlio l’aiuto di cui ha realmente bisogno e trovare la strategia più efficace per ottenere la sua collaborazione.
Bisogna stare attenti a non creare un braccio di ferro tra voi, perché se si entra in un meccanismo di sfida il figlio può arrivare a utilizzare la scuola come uno strumento per “colpire” il genitore senza però rendersi conto che l’unico a rimetterci è proprio lui.
Qualche piccolo consiglio:
– Armarsi di tanta CALMA e PAZIENZA e cercare di mettersi nei suoi panni e capire come si sente.
– ORGANIZZARSI: è importante stabilire insieme i TEMPI e gli SPAZI da dedicare ai compiti.
– Lavorare su un METODO DI STUDIO efficace aiuta ad apprendere con più facilità e con meno fatica.
– Quando ci sono tante materie da studiare, è importante aiutarlo ad individuare le PRIORITA’ per cercare di mettere ordine nella sua confusione.
– Individuare dei piccoli OBIETTIVI e rinforzarlo positivamente quando riesce a raggiungerli.
– Far capire che la scuola è un suo DOVERE e che deve trovare un suo equilibrio per proseguire nella maniera più serena possibile.
– Trasmettere la CURIOSITA’ DI IMPARARE cose nuove, trovando un senso per se stessi, mettendo da parte la prestazione e le aspettative genitoriali.
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Le punizioni e le minacce servono a poco, forse otterrete apparentemente qualche cosa in più ma poi non risolverebbe il problema. E’ un’espressione di disagio, una comunicazione e quindi ci vuole un po’ di tempo perché si abbassino i livelli di stress e si possa ritornare a respirare. Se serve è importante essere anche molto diretti e coincisi possibilmente senza urlare perché non serve assolutamente a niente. La scuola di oggi è molto più permissiva di allora, è molto diversa e loro sono molto meno motivati e sono molto svogliati.


