Ormai la scuola è finita e le vacanze sono iniziate ma c’è chi si ritrova a fare i conti con i temutissimi debiti e l’incubo di trascorrere un’estate sapendo di dover affrontare gli esami a settembre. I ragazzi devono così frequentare i corsi di recupero, fare ripetizioni e avere ancora quei libri di scuola tra le mani, piuttosto che viversi con spensieratezza questo periodo di libertà.
L’angoscia di dover passare un’estate da “rimandati” coinvolge, non solo i ragazzi, ma la famiglia al completo, e rischia di diventare un vero e proprio tormento fino a settembre, fino a che non si avrà il verdetto finale, essere promossi o bocciati. Si tratta di un’incertezza che manda in crisi i figli e i genitori stessi, che vanno in ansia e non sanno come fare per non soccombere al peso di questo “problema da risolvere”.
Come fare a sostenere il figlio che è stato “rimandato” a settembre?
Ecco 5 consigli utili per i genitori
1. CONFRONTATEVI CON LUI.
Quando si viene a conoscenza che il proprio figlio ha avuto dei debiti formativi, è normale inizialmente rimanerne turbati ma, una volta messe da parte le emozioni negative, cercate di non assumere un atteggiamento di chiusura e di ostilità con lui che molte volte è controproducente. Piuttosto, cercate di comprendere insieme cosa è successo e individuate le cause, per trovare la strategia migliore per gestire il problema e affrontare in maniera più efficace l’esame di riparazione. Fate attenzione a non farlo sentire in colpa con frasi come “Ci hai rovinato le vacanze, per colpa tua non possiamo più partire” oppure attaccare vostro figlio sul personale “Sei un asino”, “Sei un fannullone”, ma piuttosto fate leva sui comportamenti che potrebbe migliorare e rinforzatelo positivamente quando vedete il suo impegno. Lo stesso vale con la scuola e i professori: non date tutta la colpa agli altri di ciò che è accaduto, è importante che anche vostro figlio si assuma la sua parte di responsabilità, così da poter imparare dai suoi errori.
2. NON DITE NO ALLE VACANZE ESTIVE.
Anche se vostro figlio ha avuto una o più insufficienze, non è necessario aggiungere altre sanzioni, facendogli saltare le vacanze o costringendolo a studiare tutta l’estate. Potete essere delusi e arrabbiati ma bisogna capire che i ragazzi arrivano alla fine dell’anno scolastico stremati e già l’essere stati rimandati a settembre è una punizione che li costringe a pensare a quello che dovranno fare per recuperare. Quindi, fategli prendere almeno qualche settimana di pausa dai libri e dalla scuola, per ricaricare le pile e recuperare le energie per il corpo e la mente, prima di iniziare ad organizzarsi con il ripasso delle materie.
3. CONTENETE LE SUE E LE VOSTRE PREOCCUPAZIONI.
In questi momenti, dovete gestire contemporaneamente le vostre ansie e contenere le preoccupazioni del figlio che, anche se non lo dà a vedere, ci sono e possono condizionarlo. I ragazzi cercano di sembrare forti e disinteressati, ma in realtà gli importa eccome della scuola, così come delle valutazioni finali, tanto che molte volte l’essere rimandati rappresenta per loro una grande delusione. Il debito formativo è un dato di fatto, la certezza di non essere riusciti a recuperare, che qualcosa è andato storto o non si è capito, quindi, piuttosto che fargli pesare ancora di più la situazione, fatela diventare un’opportunità costruttiva di crescita.
4. NON RIPETETE ALL’INFINITO CHE DEVE STUDIARE.
È inutile stargli addosso e pressarlo tutta l’estate, dicendogli sempre “Studia! Studia! Studia!”, anzi in questo modo rischiate di ottenere l’effetto contrario, appesantirlo ulteriormente e non dargli modo di concentrarsi sul recupero. Piuttosto che fare i giudici o i guardiani, cercate di porvi in maniera più accogliente, chiedendogli ad esempio “Come è andata oggi?”, “Sei riuscito a studiare?”. Fategli capire che voi siete lì per aiutarlo e sostenerlo, non per andargli contro ogni volta. Dategli fiducia, non imponete il vostro metodo, lasciate che si concentri sullo studio e sulle attività del tempo libero, utili per staccare la spina, senza sindacare ogni volta su come avrebbe dovuto ripassare e per quanto tempo.
5. CREATE UN DIALOGO CON LUI.
I figli hanno bisogno di sapere che possono contare su di voi anche nei momenti più difficili, che voi ci siete per parlare e per un confronto. Cercate di mantenere aperto il canale comunicativo, chiedendogli ad esempio, come sta andando il corso di recupero a scuola o lo studio con il professore delle ripetizioni, non solo per restare informati ma per interessarvi a lui, per sapere come sta e creare un’occasione di dialogo. È un modo per mettere da parte le critiche e gli attacchi, e costruire dei momenti costruttivi di relazione, dandogli anche dei suggerimenti o qualche consiglio pratico per organizzare al meglio le giornate e superare i momenti di difficoltà.
Una volta accettata la situazione, è necessario affrontarla con calma, organizzarsi di conseguenza, senza che diventi una tragedia che va ad appesantire le vacanze di tutti. Quindi, non soffocate l’estate e date la giusta carica ai figli così che possano arrivare a settembre e affrontare gli esami con un assetto vincente.


