In preadolescenza e adolescenza, può capitare di trovarsi vittime di spiacevoli pettegolezzi, di critiche e giudizi negativi da parte di coetanei, che sia a scuola, a sport, all’oratorio o al parco.
Può inoltre succedere che certi giudizi negativi possono essere dati da dietro uno schermo, sulle chat o sui social network, dove solitamente è più facile sentirsi disinibiti, dare voce a critiche e pettegolezzi che nella vita offline non si farebbero con così tanta facilità, perché “tanto, non si guarda negli occhi l’altro”.
Sono esperienze negative per chi le vive che possono colpire, alimentare le insicurezze personali e far rimanere male i ragazzi, che sono ancora in una fase di crescita e di strutturazione della propria identità.
Il genitore deve sicuramente aiutare il figlio a sviluppare quelle capacità che lo aiutino a fronteggiare questo tipo di situazioni, evitando di tenerlo sotto una campana di vetro ma andando a rinforzare la sua autostima e la sua autonomia.
Come comportarsi con i figli in questi casi?
1. AIUTATELI A SVILUPPARE UNA SICUREZZA INTERNA. Bisogna aiutare i figli ad acquisire una buona autostima, così che riescano a relazionarsi agli altri e a gestire anche le situazioni più spiacevoli. Il genitore deve fornire una buona dose di comprensione emotiva, essere accogliente sia di fronte ai punti di forza che di debolezza del figlio, ma anche dargli regole e confini, così che sviluppi quelle competenze utili per gestire i conflitti, reagire alle situazioni difficili e tollerare le frustrazioni.
2. ACCOGLIETE LE LORO EMOZIONI. È normale che se un figlio fa i conti con giudizi e critiche negative da parte degli altri, possa restarci male, sentirsi deluso o arrabbiato. Fategli capire che comprendete le sue emozioni e che siete dispiaciuti per quello che è successo; in un secondo momento, è anche importante spiegargli che purtroppo sono situazioni che nella vita possono succedere, in tutti gli ambienti, e che sta a noi dargli il giusto valore. Esternate anche qualche episodio che vi ha visto protagonisti, così che non si sentano soli ma compresi fino in fondo.
3. NON AGITE AL POSTO LORO. Bisogna assolutamente evitare di prendere in mano la situazione, sostituendosi a loro, giudicando gli altri, andando a parlare con chi ha criticato i vostri figli o inserendovi nella relativa chat, altrimenti farete passare il messaggio che non sono in grado di cavarsela da soli, facendoli sentire ancora più incapaci e inadeguati. Prima di fornire dei consigli, cercate di chiedere loro cosa potrebbero fare in questa situazione, ipotizzando possibili reazioni e soluzioni.
4. FATEGLI CAPIRE LA DIFFERENZA TRA CRITICA COSTRUTTIVA E DISTRUTTIVA. Non sempre le critiche sono negative, è importante anche far riflettere i figli sul fatto che possano esserci diversi punti di vista e che a volte, una critica costruttiva ci permette di ragionare sul proprio modo di fare e di migliorarlo. Devono anche capire quando, invece, si tratta di un giudizio detto soltanto con lo scopo di fare del male: in questi casi, devono imparare a valutare la persona che ha detto certe cose e prenderne atto, dandogli il giusto peso, senza lasciarsi sopraffare.
5. MANTENETE SEMPRE APERTO IL DIALOGO. Dovete fare attenzione a come reagite nel momento in cui generalmente vi vengono a dire che c’è qualcosa che non va, perché il vostro obiettivo è far sì che, in caso di bisogno o di difficoltà, vengano comunque da voi a parlarne. Se però sanno che reagite male, vi agitate, andate in ansia o vi arrabbiate, piuttosto che rassicurarli, peggiorate la situazione, con il rischio che si chiuderanno in se stessi e non si confideranno con voi, anche in casi di situazioni più gravi.


