I colloqui a scuola spesso sono più temuti dai genitori che dai figli, perché rappresentano un momento di forte tensione emotiva: ansia, preoccupazione per l’esito e soprattutto paura di trovarsi di fronte a brutte sorprese, scoprire situazioni di cui non si era a conoscenza oppure di essere umiliati. Spesso, rischiano di diventare anche un momento di scontro in cui si va a spada tratta contro gli insegnanti che non capiscono i figli, vittime di ingiustizie o incomprensioni.
Nonostante il registro elettronico, negli ultimi anni, abbia sminuito l’importanza dei colloqui, considerando che la maggior parte dei genitori sono informati in tempo reale, non si deve mai perdere il profondo senso dell’alleanza scuola-famiglia.
Sicuramente, la collaborazione tra docenti e genitori è fondamentale, e i colloqui dovrebbero essere un momento di incontro e confronto, un’opportunità per entrambe le parti, per poter capire realmente ciò che accade a scuola e soprattutto come intervenire.
I consigli per gli insegnanti
– VEDERE IL GENITORE COME UNA RISORSA. Create sin da subito un clima di fiducia dove il genitore non si senta giudicato o attaccato, ponendovi come degli alleati. L’insegnante deve aiutare il genitore ad essere efficace, dandogli dei consigli pratici su come intervenire con il figlio, facendogli capire dove ci sono delle lacune e come sarebbe meglio rapportarsi con lui. Non basta il solo “potrebbe fare di più”, serve concretezza perché a volte i genitori non sanno da dove partire e hanno bisogno di una guida e di collaborazione da parte degli insegnanti.
– GUARDARE OLTRE. Tante volte dietro problemi legati al rendimento scolastico si nascondono altri tipi di difficoltà, per cui prima di stigmatizzare gli alunni e vedere solo la “Mancanza di voglia di studiare”, ci si deve sincerare se ci possono essere problematiche individuali o familiari, oppure legate all’apprendimento, per dosare al meglio la tipologia degli interventi.
– CREARE UNA COMUNICAZIONE AUTENTICA. Senza paura delle reazioni del genitore e senza nascondersi dietro il ruolo professionale, bisogna spiegare con onestà come stanno le cose, attraverso un linguaggio semplice e chiaro. Attraverso la propria umanità e sensibilità è importante entrare in contatto con il genitore, con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a 360° e sostenerli nel loro percorso di crescita personale e da un punto di vista dell’apprendimento e dello studio.
I consigli per i genitori
– ASCOLTO E CONFRONTO. Il colloquio si deve svolgere in un clima di tranquillità, ma soprattutto di fiducia e rispetto reciproco. Per tale ragione, non bisogna essere prevenuti, ma pronti ad ascoltare e ricevere informazioni importanti sul proprio figlio, per potersi confrontare con i docenti e trovare un punto di incontro, muovendosi nella stessa direzione. Cercate sempre l’alleanza con l’insegnante, mai lo scontro, per evitare di indisporlo e per ottenere da lui un aiuto concreto.Se non vi è chiaro qualche aspetto o vi trovate impreparati rispetto a quanto condiviso dall’insegnante, chiedete una spiegazione per approfondire meglio la questione e non avere dubbi.
– PARLATE CON I VOSTRI FIGLI. Prima dei colloqui sarebbe auspicabile parlare con i figli e chiedere onestà da parte loro, per farsi aggiornare sull’andamento a scuola o su eventuali difficoltà, e non ritrovarsi di fronte a spiacevoli sorprese che poi non si sanno gestire. E’ importante non parlare con loro solo dei voti , ma anche di come vivono la scuola, di come si rapportano ai compagni e di come si sentono in quel momento.
– EVITATE ATTEGGIAMENTI IPERPROTETTIVI. Non nascondetevi dietro espressioni tipo “Questi professori chiedono troppo”, “Loro non capiscono mio figlio”; sarebbe solo un modo per negare eventuali difficoltà, che non verrebbero affrontate, andando a pesare ancora di più sui ragazzi che non ricevono così un aiuto concreto. Cercate, dunque, di approcciarvi con neutralità, facendo capire che si ha voglia di comprendere realmente la situazione, senza solidarizzare né troppo con i figli prendendo sempre le loro difese, né troppo con i professori che hanno sempre ragione, attaccandoli davanti a loro.
– NON ABBIATE PAURA DI CHIEDERE. Di fronte a segnalazioni da parte degli insegnanti di problemi o difficoltà, comportamentali o didattici, che i vostri figli stanno sperimentando a scuola, non abbiate timore o vergogna nel chiedere consigli e strategie da poter applicare anche a casa. E’ importante comprendere fino in fondo ciò che viene detto e appuntarsi le strategie di intervento, per riportare il tutto correttamente al figlio e all’altro genitore e muoversi in modo efficace.
Fate molta attenzione a non confondere i piani e non andate nel panico: anche se un ragazzo sta attraversando un momento di difficoltà o ha un problema a scuola non significa affatto che sia un “fallito” o che voi siate dei pessimi genitori perché non ha raggiunto determinati obiettivi e risultati. Non cercate colpe o colpevoli, parlate con i figli e, se ci sono delle difficoltà, cercate di capire insieme come affrontarle: c’è tutto il tempo per rimboccarsi le maniche e recuperare!


