Fare il genitore è veramente un mestiere difficile, è un lavoro a tempo pieno, che richiede quell’impegno necessario per accompagnare un bambino piccolo verso il suo percorso di sviluppo, permettergli di crescere e dargli tutti quegli strumenti utili per affrontare la vita.
Uno degli aspetti dell’educazione, che mette a dura prova i genitori, è sicuramente quello di responsabilizzare i figli sin da quando sono piccoli. Infatti, aiutarli a diventare adulti autonomi e responsabili non è un traguardo che si raggiunge in automatico con l’età, ma è necessario educarli sin dall’infanzia a muovere i primi passi verso la sperimentazione di sé.
Responsabilizzare un bambino non significa solo renderlo disciplinato e rispettoso delle regole, ma insegnargli il rispetto, la collaborazione, a prendersi cura di sé e delle sue cose, così che possa sviluppare nel tempo sempre più autonomia e fiducia in se stesso.
Molti genitori temono di sbagliare, non sanno come comportarsi e una delle difficoltà maggiori è quella di trovare il giusto equilibrio nel far assumere ai bambini qualche responsabilità, senza però esagerare. Da un lato, i genitori più protettivi temono di far del male ai figli o appesantirli troppo, rischiando di deresponsabilizzarli, dall’altro i genitori più fermi vogliono che i figli crescano in modo autonomo e non restino immaturi, con il rischio a volte di farli crescere troppo in fretta.
Come fare allora a trovare il giusto equilibrio? Un piccolo trucchetto per aiutarli a sviluppare il senso di responsabilità è quello di proporgli qualche mansione o compito da svolgere che sia adatto, non solo alla loro età, ma anche al livello di sviluppo, considerando che non tutti i bambini crescono allo stesso modo. Si potrebbe, ad esempio, proporre ai bambini, sin da piccoli, di raccogliere i propri giocattoli quando hanno finito di utilizzarli, oppure di rifare il proprio letto o preparare lo zaino quando iniziano ad andare a scuola e ai più grandi si possono gradualmente affidare le chiavi di casa o una paghetta da gestire in autonomia e responsabilità.
Questa graduale sperimentazione della propria autonomia e delle proprie capacità li aiuterà a sperimentarsi, a essere più organizzati anche a scuola, a stimolare la curiosità e l’apprendimento, a sviluppare lo spirito di collaborazione e di condivisione con gli altri, l’autonomia, ma anche l’autostima, l’autoefficacia e la fiducia in se stessi, poiché si sentiranno valorizzati dai genitori.
Come aiutare i bambini a crescere responsabili?
1. COINVOLGERLI ATTRAVERSO IL GIOCO. Aiutate il bambino, in base all’età, ad essere autosufficiente e coinvolgetelo con il gioco nei piccoli lavori domestici. Attraverso l’esempio pratico, insegnategli come si fa una certa cosa, dandogli con calma delle spiegazioni. Ad esempio, se gli chiedete un aiuto nell’apparecchiare la tavola o rifare il proprio letto, tenete conto che è normale se non riesce subito a far bene, come fareste voi; l’aspetto importante è il suo impegno, NON avere una tavola apparecchiata in modo impeccabile o un letto sistemato alla perfezione. Se si adotta un atteggiamento autoritario o punitivo mentre il bambino sta cercando di fare del suo meglio, si corre il rischio di minare la sua spinta all’autonomia, inducendo insicurezza e rinuncia.
2. DARGLI FIDUCIA. Se siete troppo ansiosi e protettivi, non vi fidate a fargli fare le cose da solo e pensate che non sia in grado, il bambino perderà fiducia in se stesso. Bisogna accettare che il bambino stia crescendo e abbia bisogno di mettersi in gioco nelle piccole attività: evitate di stargli troppo addosso e trasmettergli ansia, senza mettere in atto imposizioni e ricatti:“Se non fai questa cosa, poi non giochi”, ma facendogli capire che possono esserci conseguenze positive per loro stessi, legate alla crescita. Quando inizia ad essere più grande e lo si lascia per qualche ora da solo a casa, ad esempio, fategli sentire che vi fidate ed evitate di controllarlo ogni secondo attraverso telefonate o messaggi. Date valore a quello che sta facendo senza la vostra costante presenza, facendolo sentire motivato e riconosciuto nelle sue capacità.
3. NON SOSTITUIRSI. Se vostro figlio è in difficoltà con qualche attività, non intervenite subito ed evitate di fare le cose al posto suo. Il bambino ha bisogno dei suoi tempi per imparare e, se non dovesse farcela al primo tentativo, se gli si dà modo, cercherà autonomamente delle nuove soluzioni e delle strategie. La cosa migliore è fornire un aiuto quando è necessario o viene direttamente richiesto, senza anticiparlo e rispettando i suoi tempi. Se, ad esempio, ha delle difficoltà con i compiti, non fornite subito le soluzioni e non fateli al suo posto, lasciatelo fare in autonomia e magari aiutatelo quando ha terminato per controllare insieme dubbi o incomprensioni, in modo da riflettere sugli eventuali errori commessi e sulle difficoltà incontrate.
4. FARGLI PORTARE A TERMINE I COMPITI. Quando si affida un compito al bambino, è importante fargli capire che non deve lasciare in sospeso ciò che ha iniziato. È meglio richiedere piccole e poche mansioni, dicendogli che ci aspettiamo che le porti a termine, facendo insieme un vero e proprio patto di fiducia. Quando, ad esempio, deve rimettere a posto i suoi giochi o la sua camera, non arrabbiatevi subito se non dovesse farlo in modo immediato o rapido, ma ricordategli dell’impegno preso incoraggiandolo a terminare ciò che ha iniziato. Una volta ultimato il compito, è importante premiare il suo impegno, sia con le parole sia concedendogli delle attività piacevoli da fare, per iniziare a capire che ci sono momenti che richiedono più impegno e altri più legati al piacere e al divertimento.
5. DARE IL BUON ESEMPIO. Bisogna ricordare che i bambini sono come delle spugne, interiorizzano in automatico tutto ciò che vedono intorno a loro, soprattutto comportamenti e modi di fare. Questo significa che l’educazione oltre a basarsi sulle regole, l’empatia e l’affetto, deve considerare anche il buon esempio: se siamo i primi ad essere poco responsabili, organizzati e a non portare mai a termine le cose, i figli non faranno altro che fare lo stesso. Ad esempio, se vi vedono sempre irritati e nervosi nel portare a termine un compito oppure avete la tendenza ad accumulare oppure a non portare a termine le vostre attività, assimileranno anche loro questo approccio.
6. RINFORZARE. Quando il bambino inizia a svolgere piccoli compiti portandoli a termine, è importante non far passare inosservato il suo comportamento, dandolo per scontato, ma rinforzando positivamente il suo impegno e il fatto che stia proprio diventando grande, ad esempio dicendo “Che bello, ti sei vestito/a da solo/a!”, “Ottimo lavoro!”, “Ce l’hai fatta”. Ciò permette di incoraggiare la sua crescita e di accrescere la sua autonomia, dando valore al raggiungimento di certi obiettivi. Non dimenticate di ringraziarlo, di essere riconoscenti quando vi aiuta nei piccoli lavori domestici, perché anche questo è un grande insegnamento per i bambini, che gradualmente interiorizzeranno.
Sicuramente, rendere responsabili i figli è un processo che richiede pazienza e fiducia. È necessario che il genitore conosca bene il figlio e il suo livello di sviluppo, creda in lui e nelle sue capacità, sostenendolo nei piccoli compiti e riconoscendo i suoi sforzi, senza fargli avere tutto pronto o proteggendolo da qualsiasi piccolo errore che possa commettere, per permettergli di crescere, di responsabilizzarsi e crescere in modo autonomo.
Sbagliando si impara è vero, ma per poterlo fare hanno bisogno di sapere che voi siete lì per loro, pronti a correggere il tiro, a dare spiegazioni e ad aiutarli ad andare verso la direzione giusta.


