Per instaurare una relazione adeguata tra genitori e figli, è fondamentale riuscire a comunicare in maniera efficace. Non significa semplicemente sapersi esprimere, ma soprattutto attivare una delle funzioni educative più importanti, che è l’ascolto attivo, che permette di migliorare la comprensione dell’altro e di entrare in sintonia con lui.
Saper ascoltare è una capacità importante che veicola apertura e interesse verso l’altro, rispetto e voglia di comprendere realmente la persona che abbiamo di fronte.
“Parlare è una necessità, ascoltare è un’arte” Goethe
Come ascoltare in maniera efficace i propri figli?
1. Creare un clima di fiducia e rispetto. Prima di tutto, non basta aprire le orecchie. È necessario che creiate un ambiente favorevole e le condizioni adatte affinché i vostri figli si sentano a loro agio e riescano ad esprimere i loro pensieri e vissuti, senza paura di essere giudicati o attaccati.
2. Mettere al centro il ragazzo e non voi stessi. Non cercate a tutti i costi di recuperare dai ricordi esperienze simili a quelle di vostro figlio. Concentratevi sulla sua situazione e su quello che vuole dirvi per entrare in sintonia con lui. Inoltre, rispondere subito con “Io all’età tua…” indica che state focalizzando l’attenzione su voi stessi e non sulla sua condizione.
3. Fare silenzio. Per ascoltare, bisogna dare all’altro il tempo di aprirsi e di raccontare, senza che vi mettiate nella posizione di dover subito replicare o contestare con giudizi, sermoni o borbottii. È importante mostrare prima di tutto un atteggiamento di interesse e di rispetto mentre si ascolta, anche se non si condivide totalmente quello che viene detto. C’è sempre tempo per dire la propria.
4. Non interrompere continuamente facendo interrogatori oppure dando risposte pronte. In questo modo, non si coglie la completezza del racconto e si è più concentrati a trovare una soluzione che ad ascoltare. Inoltre, i ragazzi spesso hanno bisogno di condividere alcune esperienze, senza aspettarsi nulla di particolare se non l’ascolto.
5. Non sminuire o ridicolizzare con frasi del tipo “Non è grave…”, “Stai esagerando!” Un atteggiamento di svalutazione o sarcasmo non è rispettoso del vissuto del proprio figlio: lo ferisce, lo fa sentire inadeguato, incompreso, attivando in lui una reazione di allontanamento con il rischio che non si apra più con voi.
6. Fare attenzione al comportamento non verbale. Soprattutto in età adolescenziale, i ragazzi tendono a parlare poco e comunicano molto col corpo, la postura, il tono di voce, l’espressione del viso: per comprendere l’altro fino in fondo, è importante cogliere questi aspetti del linguaggio, senza fermarsi semplicemente alle parole che vengono dette.
L’ascolto attivo è la base su cui si fonda la comunicazione efficace genitore-figlio e un’educazione fondata sul rispetto dell’altro e di se stessi.
Redazione AdoleScienza.it



