Skip to main content

La creatività è un talento innato, una caratteristica di cui poche persone sono dotate, oppure una capacità che può e dovrebbe essere coltivata e sviluppata in un ambiente adeguato?

Il pensiero creativo è quella forma di pensiero che permette di osservare la realtà in modo nuovo o da altri punti di vista, trovare soluzioni originali ai problemi, andare oltre gli schemi: una capacità importante, sempre più richiesta dalla società attuale e nel mondo del lavoro, che si può allenare e potenziare. È fondamentale, quindi, coltivare questa dimensione in bambini e adolescenti, sin dall’infanzia affinché le abilità cognitive e di problem solving (risoluzione dei problemi) possano accrescersi.

 

Adolescienza.it

Adulti più consapevoli ed efficaci: strumenti per sostenere la crescita e lo sviluppo di bambini e adolescenti

Per aiutare i bambini è fondamentale conoscerli, comprendere i loro processi di pensiero e le loro modalità di funzionamento, anche a livello cerebrale. Solo in questo modo è possibile individuare…

Apri articolo

 

Gli adolescenti italiani sono poco creativi?

Un approfondimento ha messo in luce una criticità nel sistema educativo italiano: i ragazzi si collocano al di sotto della media Ocse in termini di pensiero creativo. Il Programma per la Valutazione Internazionale degli Studenti (PISA) ha introdotto un focus specifico sul pensiero creativo, definito come “la capacità di generare, valutare e migliorare le idee per produrre soluzioni originali ed efficaci”. Con un punteggio di 31 su 60, l’Italia si posiziona sotto la media Ocse. In tutti i paesi partecipanti, le ragazze hanno dimostrato una maggiore creatività rispetto ai ragazzi.

“L’emisfero destro del cervello è molto importante per la creatività e l’immaginazione, per cui il sistema educativo deve bilanciare lo sviluppo di entrambi gli emisferi cerebrali. Risulta importante integrare lo sviluppo del pensiero creativo sin dai primi anni di scuola grazie ad un approccio che stimoli attivamente la creatività e il pensiero divergente. Ma la sfida non riguarda solo la scuola, coinvolge l’intero sistema educativo, incluse le famiglie e la società nel suo complesso” (Daniela Lucangeli)

Se è vero che l’età prescolare, in particolare la cosiddetta fase dei “perché”, in cui i bambini sono incuriositi e cercano di capire il funzionamento del mondo circostante, è un terreno fertilissimo per sostenere le loro capacità, è anche vero che durante la crescita questi aspetti rischiano di passare in secondo piano. Tante volte bambini e ragazzi si focalizzano soprattutto sulla valutazione e sul giudizio da parte degli adulti e sperimentino ansia da prestazione legata al rendimento e ai risultati, non solo a scuola, ma anche nello sport, nelle attività espressive o ludiche.

Spesso, inoltre, non li si lascia liberi di commettere degli errori, di sbagliare e apprendere da questi momenti. Si considera l’errore come un fallimento eppure, in alcune situazioni, sbagliare è un passaggio fondamentale per poter migliorare e realizzare determinate attività nel modo migliore, mettendosi in gioco, imparando anche a tollerare le frustrazioni e a impegnarsi per raggiungere degli obiettivi.

 

Adolescienza.it

Il valore dell’errore: perché sbagliare aiuta a crescere?

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito…

Apri articolo

Il ruolo degli adulti: essere guide e stimolare la creatività significa non sostituirsi a bambini e ragazzi!

Il pensiero creativo rappresenta una modalità di funzionamento del cervello, una risorsa che tutti possiedono ma che necessita di essere coltivata e potenziata per diventare sempre più efficace e arricchire la vita mentale e la quotidianità. La creatività, infatti, è associata a un maggior livello di integrazione fra diverse funzioni cerebrali e a una più elevata velocità nel processare le informazioni, oltre che alla rapidità di decisione e alla sensazione di avere il controllo delle situazioni. L’area che presiede a questi processi è la corteccia prefrontale, che controlla l’attività cognitiva e, al contempo, gestisce le emozioni.

Genitori, educatori, docenti e adulti in generale hanno un ruolo fondamentale: lasciare, seppur con la guida necessaria, che bambini e ragazzi si mettano in gioco, offrendo stimoli di riflessione e compiti da risolvere adeguati all’età e alla fase di sviluppo cognitivo, stimolandoli nella risoluzione di problemi e nella ricerca di soluzioni alternative. 

 

 

Tra le tante attività che si possono effettuare a scuola, vi sono il brainstorming, la narrazione, la scrittura di testi (filastrocche, canzoni, poesie), la riflessione sulle conseguenze di una determinata situazione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti multimediali. Ma anche il ruolo dei genitori è fondamentale nel coltivare e alimentare la parte creativa nei figli: è come se avessero tra le mani una piantina da far crescere e solo attraverso la cura, l’amore, la fiducia e il rispetto potrà germogliare ed esprimersi in tutta la sua unicità.

E’ importante offrire a bambini e ragazzi, a casa come a scuola, un ambiente stimolante, in grado di sostenere risorse e potenzialità, di nutrire il bisogno di conoscenza e la spinta ad esplorare il mondo esterno, a partire dai primi mesi di vita in cui il bambino come un spugna assorbe tutto ciò che lo circonda.  

 

Adolescienza.it

Come sviluppare la creatività nei bambini? Ecco i 7 consigli per i genitori

Il ruolo dei genitori è fondamentale nel coltivare e alimentare la parte creativa nei figli: è come se avessero tra le mani una piantina da far crescere e solo attraverso…

Apri articolo

 

di Francesca Sangineto