Arriva prima o poi il momento in cui un genitore viene a scoprire che il figlio inizia ad avere i primi rapporti sessuali. C’è chi trova dei preservativi o la ricetta della pillola in camera, nei vestiti dei figli, chi lo viene a sapere perché legge accidentalmente dei messaggi, chi è più dubbioso, anche se tutti i segnali portano a pensare che potrebbe essere proprio così.
Per molti genitori scoprire che il figlio si sta avvicinando alla sessualità, rappresenta un’esperienza traumatica, un tabù infranto, si fa fatica ad accettare che il proprio bambino e la propria bambina siano diventati grandi e che possano condividere la propria intimità e fisicità con qualcun altro.
La sessualità è parte integrante dello sviluppo di una persona ed è un tema che, nella crescita dei figli, non può assolutamente essere trascurato, sebbene per molti genitori parlarne sia molto difficoltoso e spesso si fa l’errore di aspettare a lungo o di ignorare la questione.
Bisognerebbe piuttosto iniziare a parlarne sin dai primi anni di vita, utilizzando un linguaggio appropriato per ogni età, perché l’educazione sessuale è un tema che va sostenuto gradualmente per arrivare poi in adolescenza ad affrontarlo in modo più approfondito con maggiore disinvoltura.
Non dimenticate che un figlio, con un genitore che non accetta la sua sessualità, non parlerà mai con lui e qualora si verifichi una condizione per cui dovrebbe intervenire la figura adulta preferisce tenersi le cose dentro e cercare di risolverle da solo.
Parliamo del 36% dei ragazzi che ha ricevuto indicazioni sul sesso parlando con gli amici, il 25% non ne ha parlato con nessuno, il 18% le ha trovate in Rete e solo in minima parte da genitori e scuola (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).
Se non l’avete ancora fatto, e oltretutto pensate che vostro figlio abbia una vita sessuale attiva, affrontate l’argomento, non per punire o sgridare ma per accertarvi che viva l’esperienza in maniera positiva e sicura.
Come reagire quando si pensa che il figlio abbia avuto i primi rapporti sessuali?
1. NON FATE L’INTERROGATORIO. Un atteggiamento assolutamente controproducente è porre mille domande, con tono inquisitorio. Se si cerca di estorcere in questo modo informazioni dai propri figli, non faranno altro che chiudersi ancora di più, continuando a non parlarvi e a mentirvi. I ragazzi spesso rispondono che non vogliono discuterne, quindi, toccate l’argomento prendendo spunto da qualcosa e ampliate man mano il discorso, facendo capire che per voi non è un problema parlarne.
2. PARLATENE, MA SENZA GIUDICARE. Cercate di superare l’imbarazzo e fategli capire che siete aperti e disponibili ad affrontare l’argomento, ponendovi in una posizione accogliente e non giudicante. Affrontare l’accaduto con serenità, prepara il terreno fertile per le conversazioni successive: all’inizio è naturale che i figli provino imbarazzo, ma se si sentono accolti e non giudicati, si aprono totalmente. È importante che sappiano che, se hanno voglia di parlarne, voi ci siete e possono porvi tutte le domande e perplessità.
3. ACCERTATEVI CHE ABBIA INFORMAZIONI CHIARE. Se finora non avete mai affrontato l’argomento con loro, è probabile che abbiano acquisito le informazioni dagli amici, dalla rete o dai media che trasmettono informazioni distorte. È importante, quindi, che gli spieghiate chiaramente l’importanza di fare sesso protetto, del modo in cui bisogna utilizzare i contraccettivi e il preservativo in particolare, dei rischi che si corrono quando non viene usato, come le gravidanze indesiderate ma soprattutto le malattie sessualmente trasmissibili.
4. SIATE DEI PUNTI DI RIFERIMENTO. È fondamentale che vi poniate come dei riferimenti nel caso in cui possano trovarsi in difficoltà, in pericolo o abbiano bisogno di aiuto. Molte volte, i figli per non deludere i genitori, per non essere sgridati o per imbarazzo, evitano di parlarne con loro, anche se si trovano ad affrontare situazioni dolorose, come essere rimaste incinta, aver subito forme di violenza sessuale, essere vittime della diffusione di materiale intimo online. Dovete far in modo che si rivolgano sempre a voi, così che possiate aiutarli in caso di necessità e non si mettano ancora di più in pericolo o covino dentro un disagio e una sofferenza.
5. COMPRENDETE IL SUO PUNTO DI VISTA. È inutile porsi in conflitto e in opposizione con vostro figlio rispetto a questo: ascoltate cosa ha da dire e fatelo aprire, senza intervenire troppo per comprendere come la pensa e qual è il suo punto di vista. Dirgli subito “Io, al tuo posto, avrei aspettato”, “Io non mi sarei mai comportato/a così”, pone maggiore distanza tra genitore e figlio: se avete un pensiero diverso dal suo, spiegateglielo tranquillamente, senza attaccarlo, perché può servirgli per ampliare il suo punto di vista.
6. NON TRASCURATE LA DIMENSIONE AFFETTIVA E LEGATA AL RISPETTO. Non dimenticate di trasmettere anche il valore del rispetto di sé, del proprio corpo e della propria intimità. Devono comprendere che la scelta non deve mai essere forzata e che tutelarsi per il bene di se stessi è molto più importante del piacere agli altri. Parlategli anche degli aspetti positivi, della dimensione emotiva e relazionale legata alla sessualità: i ragazzi spesso confondono il sesso mostrato sul web con quello vissuto realmente, quindi, fategli capire che la fiducia nell’altro è importante per vivere a pieno l’esperienza sessuale.
Il genitore, nell’esperienza affettiva e sessuale dei figli, riveste un ruolo fondamentale nel trasmettere quella fiducia in se stessi e quella cornice di valori che li possano orientare bene nelle scelte, anche in una fase in cui vorrebbero far da soli ed essere indipendenti.


