In età molto precoci ormai, i ragazzini iniziano a venire in contatto con contenuti sessuali, la pornografia e ad affidarsi al web per conoscere tutto ciò che riguarda la sessualità.
Per quanto i ragazzi stiano attenti a non lasciare traccia dei loro accessi alla rete, tanti genitori, in maniera causale o meno, scoprono che i loro “pargoli”, non ancora adolescenti, visitano siti porno o si scambiano con gli amici foto, filmati e testi di natura sessuale attraverso lo smartphone oppure temono che prima o poi possano farlo.
Come affrontare la cosa? E’ normale che lo faccia già a 11 anni? Bisogna punirlo o far finta di niente?
È inutile mettere la testa sotto la sabbia, ormai con il facile accesso alla rete, la pornografia è diventata, con un semplice click, fruibile a tutti. Si possono anche inserire filtri, blocchi e dare ai figli limiti di ogni tipo su come usare gli strumenti elettronici, ma sappiate che spesso ne vengono comunque a contatto attraverso lo smartphone di amici e compagni.
Parliamo del 24% degli adolescenti che, a partire da un’età molto precoce, naviga in rete ed esplora siti pornografici per documentarsi sul sesso (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).
E’ inutile dunque bloccare e sequestrare smartphone e tablet, così come non serve punire e neanche far finta di niente ma puntare piuttosto sul dialogo continuativo e sull’educazione.
Perché è necessario parlarne?
Bisogna innanzitutto considerare che per i ragazzini visitare siti pornografici è del tutto comprensibile: il problema si pone nel momento in cui si consultano questi contenuti in maniera continuativa, sin da quando si è piccoli e in assenza di un’adeguata educazione alla sessualità e all’affettività.
Senza gli strumenti adeguati, possono imbattersi in immagini forti e apprendere informazioni inappropriate, in cui vengono esaltati gli aspetti fisici e prestazionali, a discapito di quelli legati alla sfera affettiva, generando pensieri e fantasie che portano a credere che i modelli di sessualità proposti dalla pornografia siano normali.
I genitori quindi sono chiamati in prima linea, per dare ai figli quegli strumenti in grado di filtrare certi contenuti ed evitare che si educhino all’affettività a partire da queste immagini e video.
Come farlo? Bisogna innanzitutto preparare il terreno fertile per parlare con loro, senza mostrare atteggiamenti giudicanti o eccessivo imbarazzo, perché altrimenti penseranno che ci sia qualcosa di sbagliato in loro e si chiuderanno. Dovete fargli capire che non siete arrabbiati, delusi o sconvolti all’idea che abbiano visto certe cose e che è normale che ci sia curiosità.
Se vi mostrate tranquilli, trasmettete loro il messaggio che possono venire a parlare con voi se qualcosa li turba, li preoccupa o se hanno semplicemente domande e dubbi sulla sessualità.
La prevenzione migliore è il dialogo con voi, insieme ad un’educazione alla sessualità e all’affettività e all’uso consapevole della rete!
Il tabù del sesso. Come parlarne con i propri figli?
La sessualità è parte integrante dello sviluppo di una persona ed è un tema che, nella crescita dei figli, non può essere assolutamente trascurato. Contenuti a carattere sessuale sono presenti…
Apri articolo


