Adolescenti che si innamorano equivale spesso a genitori preoccupati. Può capitare, soprattutto se si tratta delle prime relazioni d’amore, che il fidanzato o la fidanzata dei figli non piaccia a mamma e papà, situazione che rischia di innescare tante volte conflitti e litigi.
I ragazzi, inoltre, vivono in questi momenti un vortice di emozioni e sensazioni per cui, sebbene i primi amori siano spesso di breve durata e possano apparire superficiali agli occhi degli adulti, non si deve mai dimenticare che per i figli si tratta di esperienze intense e importanti.
Perché non piace a mamma e papà?
L’adolescenza è l’età degli innamoramenti, delle emozioni intense, tanto che molti ragazzi perdono letteralmente la testa, vivono in funzione del fidanzato, fanno ruotare tutto intorno alla storia d’amore che stanno vivendo e arrivano ad escludere anche genitori e amici. Una delle paure più grandi, infatti, è quella che il figlio possa fare la famosa “scelta sbagliata” e frequentare una persona che ai genitori non piace.
Le motivazioni per cui un fidanzatino può non piacere possono essere differenti: lo stile di vita e le abitudini, il look, il linguaggio colorito o il carattere particolare. Accettare che il proprio figlio si sperimenti in una relazione di coppia, inoltre, significa anche accettare che sta crescendo, che diventa sempre più autonomo e non si può proteggerlo da ogni situazione che incontrerà nel suo percorso.
Qualunque sia la motivazione, se i figli frequentano ragazzi che non piacciono, il risultato è spesso lo stesso: il clima in famiglia diventa più pesante, aumentano i litigi e i conflitti e si fa fatica a trovare il giusto equilibrio.
Come comportarsi in queste situazioni?
1- NON FATE MURO CONTRO MURO. I figli hanno, anzitutto, bisogno di sentirsi sempre compresi dai genitori, anche quando questi non condividono in pieno tutte le loro scelte. Evitate gli “out-out” e non utilizzate frasi del tipo “so io che cosa è giusto per te”, “i miei genitori non lo avrebbero permesso”, “alla tua età devi pensare ad altro”; è un atteggiamento che porterebbe i ragazzi a chiudersi ancora di più, a nascondere o mentire sulle proprie esperienze e relazioni, impedendovi di poterli aiutare se dovessero incontrare dei problemi.
2- ACCETTATE ANCHE LA POSSIBILITÀ DI UN ERRORE. Lasciategli comunque la libertà di scegliere, magari anche di sbagliare: dare dei consigli è giusto ma, a meno che non si tratti di situazioni pericolose, è bene lasciargli quello spazio in cui sperimentarsi per crescere e diventare poi più consapevoli e responsabili.
3- CERCATE SEMPRE IL DIALOGO. È importante creare un canale di comunicazione sempre aperto e basato sull’ascolto. Non partite prevenuti, parlatene con i figli, cercate di spiegare loro le vostre perplessità e i vostri dubbi, tenete conto di ciò che provano in quel momento e, qualora ci fossero campanelli d’allarme che effettivamente vi preoccupano, monitorate i comportamenti dei ragazzi per cercare di capire come intervenire nel modo migliore.
Qualora il figlio stesse effettivamente vivendo dei problemi all’interno del rapporto di coppia o fosse rimasto incastrato in un’esperienza con una persona “sbagliata”, ha bisogno ancora di più di avere accanto i propri genitori, di sentire che loro possono rappresentare sempre dei punti di riferimento e sono disposti ad accoglierlo e ad aiutarlo.


