Un amore sbagliato in adolescenza lascia molte volte dei segni importanti che si possono portare dietro anche tutta la vita. Questo tipo di rapporti possono condizionare profondamente i ragazzi da un punto di vista relazionale, al punto da non riuscire a riporre più fiducia nell’altro e nelle scelte affettive future.
L’adolescenza è l’età degli innamoramenti, delle emozioni intense, tanto che molti ragazzi perdono letteralmente la testa, vivono in funzione del fidanzato, fanno ruotare tutto intorno alla storia d’amore che stanno vivendo, e arrivano ad escludere anche genitori e amici. Infatti, una delle paure più grandi è quella che il figlio possa fare la famosa “scelta sbagliata”, che frequenti una persona che a loro non piace, per nulla adatta a stare accanto al figlio.
“Lei non se ne rende conto, ma si meriterebbe molto di più”
“Non mi piace come si comporta, come parla e quello che dice”
“Non ne posso più di sentirli urlare e litigare. Ho paura che questa relazione la farà solo soffrire”
Il genitore come si deve comportare in queste situazioni?
1) NON RESPINGERE O ATTACCARE IL FIGLIO. Se il figlio ha problemi all’interno del suo rapporto di coppia, ha bisogno ancora di più di avere accanto dei punti di riferimento, di sentire di essere prima di tutto compreso e non respinto dalla sua famiglia, anche se sta frequentando una persona che palesemente non va bene per lui. In caso di bisogno deve sentire che siete dalla sua parte e che ci siete, altrimenti si rischia di allontanarlo e di lasciarlo solo in situazioni difficili.
2) LASCIARGLI LA GIUSTA LIBERTA’. Il genitore deve dare la libertà al figlio di fare le sue scelte, anche di sbagliare, per comprendere fino in fondo il senso di ciò che sta facendo e le conseguenze delle proprie azioni. Dare un consiglio ai figli è normale ma, a meno che non si tratti di situazioni pericolose, è bene lasciargli quello spazio in cui sperimentarsi, in cui vivere anche piccole delusioni d’amore per diventare poi più consapevoli e responsabili.
3) CERCARE SEMPRE IL DIALOGO. Si tratta dell’arma preventiva più efficace: è importante creare un canale di comunicazione genitore-figlio sempre aperto basato sull’ascolto, anche quando si viene informati di cose che non si sarebbero mai volute sentire. È meglio sapere ciò che non si condivide e trovare una soluzione da dentro, piuttosto che arrivare tardi e avere dei rimorsi per tutta la vita. Bisogna parlare con i ragazzi di affettività e sessualità e trasmettergli il valore del rispetto di sé.
4) MONITORARLI DALLA GIUSTA DISTANZA. Non partite prevenuti, ma se ci sono tutta una serie di campanelli d’allarme, la relazione diventa eccessivamente vincolante e porta il figlio o la figlia a cambiare completamente abitudini, a rinunciare ad amici, sport e attività extrascolastiche, è importante non sottovalutare la situazione. Bisogna cercare di raccogliere tutti i tasselli per cercare di capire come intervenire nel modo migliore.
5) COME METTERLI IN GUARDIA? Molte volte bisogna far capire ai ragazzi, perché non lo sanno, il limite tra gelosia e possesso e tra condivisione e controllo, spiegargli che non devono accettare di essere minacciati e controllati da chi dice di amarli o diventare l’oggetto di un’altra persona, rinunciando alla propria vita e ai propri spazi. Dovete farlo però con un atteggiamento protettivo e accogliente, e non giudicante o con imposizioni, lotte e repressioni, altrimenti rischiate di ottenere l’effetto contrario e di creare una coalizione, una sorta di “ ci fanno la guerra e noi ci uniamo ancora di più”.
6) ESSERE SEMPRE DEI PUNTI DI RIFERIMENTO. In queste situazioni, bisogna ricordare che i figli a volte possono realmente mettersi nei guai, se non si fidano di voi. Quindi non alzate un muro con loro, non rimanete ancorati sulla vostra posizione, ma stategli accanto, facendogli capire che c’è sempre una soluzione a tutto e che basta parlare e aprirsi con voi, senza paura e senza vergogna, qualsiasi cosa accada, perché insieme si può trovare il modo di uscire dalle situazioni più spiacevoli e complicate.


