Ragazzi che agiscono in branco senza senso della misura, senza una coscienza: a volte infatti sono sufficienti uno sguardo o una risposta detta male, che si rischia di scatenare una rissa.
Sono sempre più violenti e sempre più piccoli, agiscono in gruppo, utilizzando la forza fisica con l’intento di far male e aggredendo anche per futili motivi, inconsapevoli della gravità e delle conseguenze delle proprie azioni.
Non si tratta purtroppo del fenomeno del momento: oggi stiamo pagando gli esiti di una deriva educativa in atto ormai da molto tempo. Mancano ormai dei punti solidi di riferimento: sono giovani che crescono senza autorità, limiti e regole, con la consapevolezza di essere impuniti.
Quando parliamo di violenza ci balza subito in mente il bullismo, nonostante tra gli adolescenti esistano anche altre espressioni di violenza, anche più diffuse.
E’ molto grave l’episodio, accaduto a Lanciano in provincia di Chieti, dove un ragazzo 18enne è finito in coma dopo l’aggressione da parte di un gruppo di 5 giovani. Sono stati identificati gli aggressori, tra cui alcuni minorenni. A colpire il 18enne con un pungo secco alla testa che gli ha provocato un’emorragia sarebbe stato un ragazzino di 13 anni.
Com’è possibile che a 13 anni si è già così violenti? Cosa scatta nella testa di questi ragazzi? In che modo intervenire?
La dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, ne ha parlato il 21 ottobre 2020, su Telelombardia, nella trasmissione Detto da Voi condotta da Caterina Collovati.
Per guardare il suo intervento, clicca sul link al minuto 08.16:
https://www.facebook.com/DettoDaVoi/videos/285241865879910/


