Ragazzi che cercano uno sfogo e hanno bisogno di tirare fuori ciò che hanno dentro, di sfidarsi e di confrontarsi con se stessi, a volte anche al limite del rischio, come nel fenomeno del writing molto diffuso in Italia.
Si tratta di giovani che si uniscono e dipingono muri delle città, palazzi, autobus, vagoni di treni, ecc. A volte si spingono fino al limite, rischiando anche la propria vita. Nel momento in cui si scrive si deve lasciare il segno, un segno di se stessi ,attraverso il proprio tag, e della propria crew.
Cosa stanno comunicando e come possono reagire gli adulti di riferimento? I ragazzi hanno bisogno di alternative valide e concrete, non di muri intergenerazionali e comunicativi. Il disagio non fiorisce dal nulla; certi comportamenti, anche se sembrano al limite o estremi sono una comunicazione, a volte una ricerca di sensazioni nuove, di alienazione o bisogno di trovare la propria identità.
“In fondo i giovani hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a navigare senza perdersi, nè dentro se stessi nè dentro il mondo complesso che li circonda. Hanno bisogno di adulti che li aiutino a capire che ce la possono fare e che crescere non fa poi così paura.” Dal libro “Leggimi nel pensiero” scritto da Maura Manca, edito da Libri Mondadori.
Cosa scatta nella testa di questi ragazzi che vanno alla ricerca del limite? In che modo intervenire?
La dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, ne ha parlato il 10 novembre 2020, su Rete 4, allo sportello di Forum, con Barbara Palombelli.
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