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Basta veramente un niente per trovarsi schiacciati dalla diffusione di materiale privato o intimo, basta un attimo in cui ci si lascia andare, ci si fida, si pensa solo al momento che si sta vivendo e non si riflette sul fatto che quelle immagini potrebbero anche essere utilizzate come un’arma per ferire e distruggere.
Troppo spesso i ragazzi si fidano della persona alla quale inviano il materiale intimo, senza avere una percezione chiara delle conseguenze potenziali dei propri comportamenti. Sono abituati ad essere ripresi con immagini e video sin da quando sono bambini, per loro è normale fotografarsi e filmarsi in ogni occasione per poi condividere tutto online.
Un fenomeno sempre più diffuso non solo tra gli adolescenti che colpisce prettamente le donne.
Manca il senso del limite?
“E’ labilissimo il confine tra pubblico e privato. Gli adolescenti sono emozione, gioco, sfida e impulso. Non basta un discorsetto dei genitori, serve lavorare fin da quando sono piccoli e stimolarli a un corretto utilizzo del corpo”.
Nell’articolo di Benedetta Sangirardi, sul settimanale F in edicola dal 28 aprile 2021, verranno approfondite queste delicate tematiche.
Effe
Partendo dall’analisi della nuovissima serie su RaiPlay Nudes che evidenzia la pericolosità e la diffusione del revenge porn tra i ragazzi, insieme alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, abbiamo analizzato questo problema cercando di capire perché lo fanno, cosa scatta nella loro mente e cosa devono fare i genitori.
F una parte