Sempre più numerosi sono i minori coinvolti in attentati della criminalità organizzata, figli della mafia: quanto impatta un ambiente mafioso sui minori e cosa si può e si deve fare per evitare che siano “condannati” fin da bambini?
Si tratta di modalità di azione e condotte organizzate e strutturate. Bambini e adolescenti non sono coinvolti solo direttamente, perché subiscono o assistono a questa violenza, ma anche in modo indiretto: se questo è il contesto in cui vivono, quei comportamenti diventano la “norma”. Sin da piccoli conoscono e apprendono determinati meccanismi e determinate dinamiche; ciò significa che hanno già subito un’influenza e sono vittime di un sistema.
Dobbiamo dare ai bambini e alle famiglie possibilità di scelta e delle alternative reali. Non si può continuare solo a parlarne, bisogna investire e intervenire.
Di tutto questo si è parlato il 9 maggio 2019, su Rai2 a Tg2 Italia, insieme alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, a partire dalla drammatica vicenda di Noemi, ferita per errore in un agguato a Napoli.
Fortunatamente ora le sue condizioni di salute stanno migliorando: Noemi è la figlia di tutti, è la rinascita che ci dimostra che la violenza non può vincere. Ha unito Napoli e tutta Italia, è questo quello che serve per sradicare la violenza.
Cosa accade nella psiche di un bambino quando si ritrova a vivere in determinati contesti o assiste a determinati episodi?
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